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Sintalex 7
 

::: IL FILO DELLA VITA :::::::::::::::::::::::::

 

 

Il Videofilmato

 
E' stato prodotto e distribuito alle organizzazioni affiliate all'ITGLWF il videofilmato "il filo della vita", di circa 35 minuti. Il video è già tradotto in inglese, francese e spagnolo e sono in preparazione due nuove versioni, una in russo e una in portoghese.

E' un filmato educativo sui principali rischi nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai settori tessili, abbigliamento e cuoio, che può essere duplicato e distribuito gratuitamente.

 

 

 

 

Il testo...

Il bandolo della matassa conoscere e prevenire - salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

1) Introduzione 

Nel nostro lavoro passiamo la gran parte della nostra vita attiva; da esso dipendono la qualità della nostra vita, del nostro benessere, della nostra salute.
Nel lavoro che svolgiamo ogni giorno troviamo innanzitutto il salario per vivere, ma anche la realizzazione delle nostre capacità e le nostre soddisfazioni professionali.
Ma dal lavoro hanno origine anche disagi, malattie, infortuni. Salvaguardare la nostra salute è un nostro diritto ed anche un nostro dovere, nei confronti non solo delle nostre famiglie ma anche della società in generale, poiché le condizioni insalubri dei nostri luoghi di lavoro intaccano pesantemente anche l'ambiente esterno e quindi la collettività.
Per garantire il benessere e la salute è necessario conoscere i nostri luoghi di lavoro, piccoli o grandi che siano, dal punto di vista della sicurezza e dei rischi che vi si corrono. 
Prevenire i rischi è possibile, spesso anche molto semplice e poco costoso.
Conoscere i rischi che corriamo sul luogo di lavoro è il primo passo per garantire la sicurezza nostra e dei nostri compagni di lavoro. Conoscere i rischi significa adottare comportamenti adeguati a evitarli e a prevenirli. Significa anche - e spesso soprattutto - richiedere ai datori di lavoro che adottino le misure e gli interventi necessari a garantire le migliori condizioni e la massima sicurezza possibili.
Oggettivamente, la stragrande maggioranza delle malattie e degli infortuni professionali è la conseguenza di condizioni di lavoro insalubri, non della "negligenza" dei lavoratori. 
Le malattie nascono spesso lentamente, con piccoli sintomi e disagi. Se si conoscono i rischi per la salute, le malattie si possono prevenire sul nascere, prima che diventino irreversibili. Anche se non esistono dati sicuri e controllati, vi sono almeno 120 milioni di infortuni professionali all'anno nel mondo, almeno 200.000 dei quali mortali. 
Nonostante non si conosca nemmeno approssimativamente il numero di malattie professionali nei paesi a basso reddito, si sa con certezza che esse sono comunque qui molto più numerose: esiste un Sud della salute, terreno di competitività e di sfruttamento delle multinazionali, soprattutto nel settore del tessile, delle confezioni e del calzaturiero. Il movimento sindacale internazionale e l'associazione Ambiente e Lavoro si oppongono con forza e lotta contro queste perversioni del mondo del lavoro. 
La salute ed il benessere non si possono vendere. 
Ammalarsi, farsi male, stare male non conviene a nessuno. 
Conoscere è prevenire. Prevenire è possibile e conviene. Molti interventi non costano nulla: basta saperlo. Basta informarsi, basta formarsi. Molti altri interventi sono poco costosi ma necessari. Percorriamo insieme questa strada dentro i nostri luoghi di lavoro, per capirli meglio, per essere prepararti, per migliorarli.

2) I luoghi di lavoro 

Per prima cosa consideriamo le caratteristiche generali, strutturali
dei nostri luoghi di lavoro. Naturalmente essi variano a seconda deltipo di lavoro svolto. 
Un locale usato come ufficio, ad esempio, deve rispondere a requisiti di illuminazione diversi rispetto ad un reparto di tessitura, un magazzino deve avere caratteristiche di distribuzione dello spazio differenti da un laboratorio di confezioni. 
Il rispetto di queste caratteristiche dei luoghi di lavoro è
condizione essenziale per la sicurezza e salute di coloro che vi operano. L'ambiente di lavoro risulta in generale l'elemento
determinante in quasi un quarto degli infortuni.
La prima condizione, quella forse più importante è lavorare per quanto
possibile in ambienti ben difesi dagli agenti atmosferici, sia dal freddo sia dal caldo, con un isolamento termico sufficiente e
possibilità concreta di aerazione, senza strutture precarie.
Il terreno e il pavimento è una delle cause di incidenti più rilevante quantitativamente: I pavimenti devono essere fissi, stabili e  antisdrucciolevoli.
Le buche e le sporgenze debbono essere eliminate dal suolo, le pendenze o i dislivelli raccordati adeguatamente, le aperture nel
suolo ben protette e le zone che presentano rischi di cadute devono essere dotate di dispositivi per impedire che lavoratori non
autorizzati vi possano accedere.
I pavimenti e i passaggi non devono essere ingombrati da materiali che
ostacolino o rendano pericolosa la normale circolazione. 
Le superfici dei pavimenti devono poter essere pulite e deterse facilmente anche per ottenere condizioni adeguate di igiene e è  necessaria la raccolta immediata di eventuali sversamenti come le macchie d'olio, di tintura, d'acqua, o di altre sostanze.
Particolare attenzione deve essere data ai servizi igienici; in essi
vi devono sempre essere lavandini con acqua corrente pulita e devono
sempre essere suddivisi tra maschi e femmine, I servizi igienici
devono essere puliti adeguatamente perché sono un luogo ad altissimo
rischio per il contagio di malattie infettive. 
Le porte dei locali di lavoro devono consentire una rapida uscita delle persone e devono risultare facilmente apribili dall'interno
durante il lavoro.
Dappertutto nel mondo nell'industria dell'abbigliamento l'incendio
rappresenta uno dei rischi più gravi. Sono purtroppo frequenti
situazioni di grande pericolo come uscite di emergenza chiuse o
inesistenti, impianti elettrici incontrollati o luoghi di lavoro sovraffollati. Una via di emergenza è un percorso senza ostacoli che
consente alle persone che occupano un edificio o un locale di raggiungere in poco tempo un luogo sicuro. Le vie e le uscite di emergenza devono risultare sempre sgombre e devono consentire di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro.
In caso di pericolo tutti i posti di lavoro possono essere evacuati rapidamente e in piena sicurezza.
Le porte di emergenza debbono risultare apribili nel verso dell'esodo e, qualora siano chiuse, devono poter essere aperte facilmente e
immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza. 
Le vie e le uscite di emergenza devono essere conosciute da tutti e
comunque devono essere messe in evidenza da un'apposita segnaletica,  Le vie e le uscite di emergenza che richiedono illuminazione devono
essere dotate anche di un'illuminazione di sicurezza di intensità
sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto
elettrico. Sarebbe assurdo che la segnaletica necessaria non
funzionasse proprio quando c'è un'emergenza. Questo vale in
particolare per le scale e i locali chiusi, i cunicoli, i seminterrati.
In ogni ambiente di lavoro devono essere normalmente disponibili
aperture sufficienti per un rapido ricambio d'aria.
Dove - per motivi tecnici - è consentito l'impiego di locali chiusi
senza finestre, devono essere adottati sistemi meccanici di ricambio
dell'aria. 
Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere realizzate
in modo da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro. Le
finestre e i lucernari devono essere tenuti sempre ben puliti.
Le scale sono un luogo di transito e non un luogo dove si possono
svolgere attività lavorative né di magazzinaggio. Ricordiamo che le
scale sono infatti importanti agenti di infortunio, sia quelle
portatili, sia quelle fisse che fanno parte del luogo di lavoro.
Le scale fisse a gradini, destinate al normale accesso agli ambienti
di lavoro, devono essere costruite e mantenute in modo da resistere ai
carichi massimi.
Superficie delle scale deve essere piana e antisdrucciolevole. Le
scale ed i relativi pianerottoli devono essere provvisti, sui lati aperti, di un parapetto. 
e di almeno un corrimano.
Sulle scale in genere bisogna fare molta attenzione all'illuminazione
che deve essere rigorosamente adeguata senza zone buie.
Le scale a pioli devono essere solide e provviste di dispositivi
antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e di
ganci di trattenuta o appoggi anticaduta alle estremità superiori.In
ogni caso l'impiego delle scale portatili deve essere ridotto al
minimo e limitato agli accessi occasionali. 

3) Impianti elettrici- Macchine 

Gli impianti elettrici devono essere adeguati e rispettare norme di
protezione e di sicurezza, in quanto cause di folgorazioni e di corto
circuiti che possono provocare incendi.
Gli impianti devono ovviamente essere mantenuti in condizioni di
efficienza e sicurezza e i cavi devono essere protetti dai possibili
danneggiamenti da urto ed inciampo. 
Non vi devono essere cavi volanti in luoghi di transito o esposti alle
intemperie. 
E' bene ricordare che non devono essere collegate più apparecchiature
o macchine alla stessa presa di corrente.
Con le macchine azionate da energia elettrica è necessario osservare
regole semplici ma essenziali per la sicurezza: installarle e
gestirle secondo le indicazioni dei costruttori: rispettare ad es. la
potenza elettrica impegnata e le scadenze della manutenzione, aerare i
locali, non intervenire autonomamente sulle parti pericolose, ecc.
Le macchine con parti in movimento non protette adeguatamente sono una
perenne fonte di infortuni: Molti sono i modi di proteggere le
macchine: chiudendole in gabbie isolate, applicando meccanismi di stop
all'apertura delle parti di accesso ai meccanismi, cellule
fotoelettriche, comandi a distanza. E' chiaro che le protezioni non
devono a loro volta risultare pericolose o d'impaccio al lavoratore,
che deve comunque abbigliarsi e tenere capelli e barba in modo non
pericoloso.
I mezzi protezione individuale (mascherina, guanti, …) non sono la
soluzione, ma spesso sono indispensabili.
Inoltre le attrezzature di lavoro, se sono appuntite e taglienti,
devono essere usate con precauzione e riposte - alla fine del lavoro -
sempre con le adeguate protezioni.

4) Rischi fisici: microclima, rumore, illuminazione, affollamento 

Chiamiamo microclima all'interno dei luoghi di lavoro la temperatura e
l'umidità delle singole postazioni lavorative. Il microclima può
variare molto sia all'interno dello steso ambiente, sia nell'arco
della giornata lavorativa. 
Spesso si sottovalutano, ma le cattive condizioni microclimatiche sono
responsabili di molte malattie dell'apparato respiratorio e
muscolo-scheletrico: ad esempio la secchezza delle mucose e della
cute, la facilità ad allergie e sinusiti, artriti ecc..
Importanti sono le condizioni di illuminazione, soprattutto per i
lavori che richiedono concentrazione e attenzione, come nelle
confezioni e nei ricami. 
Una corretta e buona visione è garantita da una illuminazione che sia
appropriata dal punto di vista quantitativo e qualitativo. 
Perché è importante una corretta illuminazione? Perché uno dei
fattori di disagio principali di molti lavori come quello alla
macchina da cucire è l'affaticamento visivo.
L'affaticamento visivo dipende dalla cattiva quantità e qualità
dell'illuminazione e dall'impegno richiesto.
I segni clinici dell'affaticamento visivo sono : bruciore,
lacrimazione, secchezza congiuntivale; ammiccamento frequente,
fotofobia; visione annebbiata, visione sfuocata; mal di testa , senso
di pesantezza intorno agli occhi.
Ovviamente i difetti visivi non corretti peggiorano di molto questi
disturbi 
Per chi opera in condizioni di affaticamento visivo sono necessarie 
pause e cambiamenti di attività ed esercizi di rilassamento della
motilità oculare.
I livelli eccessivi di rumore possono causare in generale
sordità irreversibile o diminu-zione dell'udito ma anche affaticamento
mentale e sensoriale, stanchez-za precoce ed molti effetti
extra-uditivi.
Per controllare e ridurre le sorgenti di rumore nei luoghi di lavoro
occorre:
- usare alle pareti materiali fonoassorbenti, anche di bassissimo
costo,
- diminuire la concentrazione delle macchine 
- allontanare per quanto possibile il lavoratore dalla macchina stessa
- intervenire sulle macchine (cambiandole, isolandole, …)
- solo in ultima istanza, adottare mezzi di protezione individuale,
cioè cuffie o tappi per le orecchie

5) Rischi chimici 

In molti momenti della lavorazione nel settore tessile e calzaturiero
si fanno uso di prodotti chimici potenzialmente nocivi per la salute
dei lavoratori: tinture e colori, colle, solventi, ed anche polveri.
Gli elementi chimici possono essere inspirati ed assimilati dai
lavoratori e possono provocare malattie anche gravi sul breve e sul
lungo periodo, ma provocano anche avvelenamenti, irritazioni alla
pelle, nausee, irritazioni alle vie respiratorie, spossatezza,
sonnolenza, mal di testa, ecc. Gli effetti di molti prodotti chimici
non sono inoltre ben conosciuti e quindi non ben valutati dai
lavoratori. Nei casi peggiori possono provocare anche infortuni dovuti
proprio allo stordimento da contatto diretto con sostanze, ma anche
esplosioni o incendi, quando sostanze infiammabili entrano a contatto
con elementi comburenti.
Per prevenire i danni dovuti alla presenza sul lavoro di sostanze
chimiche è prima di tutto fondamentale conoscerle e conoscerne la
pericolosità. 
Tutte le sostanze chimiche impiegate nei processi lavorativi devono
essere accompagnante da semplici etichette e da schede tecniche. 
Inoltre il rischio chimico può essere controllato:
- sostituendo le sostanze pericolose con altre meno rischiose
- riducendo al minimo il tempo di esposizione ed il numero dei
lavoratori interessati
- monitorando sistematicamente il luogo di lavoro e lo stato di salute
dei lavoratori
- isolando le fasi produttive interessate all'uso dei prodotti chimici
- utilizzando gli adeguati mezzi di protezione sia collettiva, come
gli aspiratori, sia individuale.

6) Movimentazione - Posture 

Le malattie dell'apparato muscolo-scheletrico sono tra le più diffuse
tra i lavoratori del tessile-abbigliamento-calzaturiero. Si
manifestano normalmente con dolori alla schiena, alle articolazioni,
alle braccia, alle dita alle gambe…
Si tratta di vere e proprie malattie che spesso sono sottovalutate e
non sono ritenute professionali e che sono causa di gravi problemi
anche nella vita sociale e familiare.
Il lavoro alla tessitura ed alla catena costringono il lavoratore a
stare a lungo in piedi. Questa posizione comporta la ritenzione di
liquidi alle gambe e favorisce la predisposizione alla patologia delle
vene.
Inoltre, la movimentazione manuale dei carichi è una delle cause più
rilevanti delle malattie della colonna vertebrale. In generale è
necessario evitare la sistematica e abituale movimentazione manuale di
oggetti. Il sollevamento, la spinta ed il trasporto di colli, sacchi,
scatole, o quant'altro sia necessario movimentare, deve essere  reso
possibile ricorrendo a sistemi meccanici.

Esistono comunque dei limiti massimi previsti da OIT, MASCHI ADULTI ,
30 KG  - FEMMINE ADULTE 20 KG -MASCHI ADOLESCENTI 20 KG - FEMMINE
ADOLESCENTI15 KG
Non si deve mai sollevare manualmente - da soli! - pesi superiori a
questi valori limite. Ma anche nel caso di sollevamento  di pesi
inferiori, occorre osservare precise regole generali per evitare di
esporsi a rischio di lesioni dorso lombari: ad esempio, piegare le
ginocchia e non la schiena. Queste regole valgono anche nella vita
domestica, ad esempio quando si stira  utilizzando un poggiapiedi o
quando si trasportano pesi, che è meglio suddividere tra le due
braccia, affaticano la schiena in modo equilibrato.
Anche nella stampa dei tessuti i lavoratori sono costretti ad
effettuare molti movimenti del corpo (ad es. braccia sollevate o
semisollevate per molto tempo) ed a spostarsi nel reparto.
Durante la gravidanza queste posizioni possono favorire gli aborti e
la diminuzione del peso del nascituro.
Le attività di confezione sono effettuate per la maggior parte in
ritmi stressanti, spesso incentivati dal lavoro a cottimo.
Normalmente si tratta di lavori svolti in posizioni "fisse", ad es.
stando seduti, con posture  inadeguate perché gli strumenti di lavoro
sono raramente "ergonomici", cioè adattati alle esigenze del corpo: ad
esempio i banchi di lavoro si trovano spesso ad un'altezza errata, lo
spazio per la gambe è insufficiente, le sedie non sono regolabili, ecc.
Nel settore del cuoio e delle calzature troviamo attività di lavoro
continue con azionamento di pedali e con vibrazioni frequenti.
L 'incidenza di malattie da movimenti ripetitivi è molto maggiore tra
le donne che non tra gli uomini. Questo è dovuto all'alto tasso di
femminilizzazione del settore tessile, ma non ad una maggiore
predisposizione  delle donne per queste malattie. Questa maggior
incidenza riflette il fatto che sono in grande maggioranza le donne ad
essere addette a mansioni ripetitive, di bassa qualifica
professionale, laddove le malattie da movimenti ripetitivi (Repetitive
Strain Injuries) sono più frequenti.

7) Organizzazione del lavoro 

Concludiamo questo percorso su sicurezza e prevenzione all'interno dei
nostri luoghi di lavoro, 
Occorre comunque sempre tenere presente che la tutela della salute e
della sicurezza non è una prerogativa esclusiva del management o
materia di competenza di esperti, ma parte integrante
dell'organizzazione del lavoro e come tale deve costituire oggetto di
contrattazione.
Gli orari di lavoro, le retribuzioni e la tutela sindacale devono
rispettare almeno quanto previsto dalla normativa nazionale e
internazionale. I lavoratori ed i loro rappresentanti devono inoltre
avere le competenze necessarie a negoziare con i loro datori di lavoro
per ottenere miglioramenti nell'organizzazione e nell'ambiente di
lavoro. Solo una specifica rappresentanza in materia di salute e di
sicurezza può garantire che i problemi riguardanti tutti i lavoratori,
ad es. rumore o polvere, siano trattati su base collettiva e non
individualmente.

8) Lavoro minorile

Le statistiche sul lavoro minorile sono agghiaccianti. 
Nel mondo Più di 250 milioni di bambini sono obbligati a lavorare,
alcuni hanno solo quattro anni.
Vittime di abusi e maltrattamenti, lavorano per lunghe ore in
condizioni deplorevoli.
La metà di loro non andrà mai a scuola.
Molti sono stati venduti come schiavi e non usciranno mai dalla loro
condizioni.
Così nel Pakistan, ad esempio, la metà di questi piccoli forzati non
arriverà mai ai dodici anni di età.
Un numero spropositato di bambini sono ridotti in schiavitù nel
settore del tessile, dell'abbigliamento e del calzaturiero.
Nelle concerie, a piedi nudi, praticamente nudi, accatastano delle
pelli in buche gigantesche riempite di cocktail mortali di prodotti
chimici.
I bambini sono quelli tra i lavoratori che corrono i più alti rischi.
Ogni giorno, mettono in gioco la propria vita.
A lungo termine, il loro sviluppo psicofisico è compromesso.
Mujib ha 14 anni ed è quasi cieco.
Da quando ha otto anni cuce vestiti per l'esportazione per 20 ore al
giorno, un laboratorio clandestino buio e umido del Bangladesh.

Nelle fabbriche di scarpe del Pakistan, bambini di 10 anni applicano
su pezzi di cuoio della colla che prendono direttamente dai barattoli,
usando le dita come spazzole. Sono malati, in larga parte, e molti
soffrono di deformità dovute alla colla.

Un piccolo lavoratore di 14 anni di una fabbrica di calzature diceva
che nel suo laboratorio c'era talmente poco spazio che lui era quasi
diventato incapace di camminare. La casa madre era in Italia.

Molti bambini lavorano perché i genitori sono disoccupati. Lavorano
perché l'avidità degli imprenditori li fa preferire agli adulti, in
quanto meno cari e più compiacenti.
Nella gran parte dei casi, un bambino è pagato da tre a cinque volte
meno di un adulto.

Il lavoro minorile non esiste da solo. Si accompagna sempre con altri
abusi dei diritti dei lavoratori, con l 'assoluta mancanza di rispetto
per le regole basilari dell'igiene e della sicurezza, con orari di
lavoro bestialmente prolungati senza riposo, con salari
vergognosamente bassi, con abusi fisici e sessuali.
Il lavoro minorile è più diffuso nei paesi e nelle industrie in cui i
lavoratori non hanno il diritto di creare sindacati e di svolgere
trattative collettive.
Il lavoro minorile provoca e accentua la povertà. Distrugge la vita
dei bambini coinvolti.
Se non si prendono misure adeguate , distruggerà a suo tempo la vita
dei figli di questi piccoli lavoratori.
Il movimento sindacale ed ecologista mondiale sono impegnati in questa
lotta che mira a cancellare nel mondo il flagello della schiavitù
infantile.
Essi non si fermeranno finché i bambini no0n cesseranno di lavorare,
verranno liberati e riportati a scuola, che è il loro ambiente giusto e 
naturale. 

Questo videofilmato videofilmato vuole essere un forte contributo per
vincere questa battaglia ovunque nel mondo.

Note sul copyright...

La duplicazione del videofilmato ``il filo della vita" (più oltre denominato "il videofilmato") e della dispensa ``Salute e sicurezza delle donne nell'industra del tessile, abbigliamento e calzaturiero" (più oltre denominata la dispensa) possono avvenire in forma libera e gratuita solo ed esclusivamente nel rispetto delle seguenti regole e indicazioni (ogni abuso verrà perseguito).
  1. La titolarità del copyright e di ogni diritto presente e futuro ed in ogni Stato nel mondo del videofilmato e della dispensa sono di Associazione Ambiente e Lavoro e di ITLGWF.
  2. La duplicazione del videofilmato e della dispensa è ammessa solo se non viene apportata alcuna modifica nè grafica nè di contenuto agli originali; è ammessa la traduzione in altre lingue, purchè conforme agli originali. In tal caso, comunque, deve essere mantenuta la citazione della fonte dei soggetti titolari del copyright. Della duplicazione , inoltre, va data notizia ad Associazione Ambiente e Lavoro e/o ITLGWF (anche via fax o e-mail).
  3. In caso di traduzione in altra lingua, almeno tre copie del fascicolo vanno inviate sia ad Associazione Ambiente e Lavoro sia ad ITLGWF.
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