Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

 > news in dettaglio

Al Senato un convegno sull'inquinamento marino per favorire l'approvazione del disegno di legge sull'eliminazione delle microplastiche nei cosmetici

Il convegno "Per un mare libero dalle microplastiche" si svolge nella giornata del 20 novembre 2017 a Roma presso il Senato della Repubblica.

Il convegno sull'inquinamento marino da plastica che si terrà presso la sala ISMA del Senato il prossimo 20 novembre è stato pensato per favorire la conclusione dell'iter del disegno di legge in Senato, sull'eliminazione delle microplastiche contenute nei cosmetici, che è in dirittura d'arrivo ma deve tornare alla Camera dove ci si augura venga approvato rapidamente.

"Per un mare libero dalle microplastiche. Approvare subito il disegno di legge sui prodotti cosmetici"
Roma, 20 novembre 2017 - ore 10.00-13.00
Sala dell'Istituto Santa Maria in Aquiro, Senato della Repubblica - Piazza Capranica 72, Roma

I rifiuti composti da plastiche sono, con ogni evidenza, i più presenti nell’ecosistema marino. Dal monitoraggio condotto da “Goletta Verde” di Legambiente sulle coste italiane, si evince che il 95% dei rifiuti galleggianti è composto da materiali plastici. Su scala mondiale si producono oggi circa 300 milioni di tonnellate all’anno di plastica, con una costante tendenza all’aumento. I rifiuti prodotti negli insediamenti costieri hanno maggiore probabilità di essere immessi nell’ambiente marino attraverso i corsi d’acqua e il sistema delle acque reflue, tenuto conto che gli impianti di depurazione sono in grado di intercettare solo una parte di questi materiali. Si ritiene che la quota di materiali plastici prodotti che finisce in mare sia almeno del 10%. Erosione e degradazione determinano progressivamente la riduzione della dimensione dei rifiuti plastici in mare fino ai 5 millimetri delle cosiddette microplastiche, i cui effetti sugli organismi marini e sulla catena alimentare sono particolarmente preoccupanti. Greenpeace riferisce di uno studio condotto sui pesci nel Mediterraneo centrale che ha identificato la presenza di frammenti plastici nel 18,2% dei campioni, mentre percentuali ben più rilevanti interessano gli organismi filtratori, in particolare i molluschi bivalvi, con una presenza segnalata nel 75% dei campionamenti.
Oltre a ciò, le microplastiche trasferiscono la loro tossicità all’interno della catena alimentare, soprattutto sui predatori. E’ accertato il loro effetto negativo sul sistema endocrino, riproduttivo e immunitario, oltre alla probabile cancerogenicità. Oltre al degrado progressivo di rifiuti plastici più grandi, esse entrano direttamente nel sistema idrico in quanto sono ampiamente utilizzate nella composizione di molti prodotti cosmetici di uso comune. In tutti i prodotti di più largo impiego (scrub per la pelle, bagnoschiuma, dentifrici, rossetti, mascara, spray per capelli, schiume da barba, creme solari) ci sono microbeads e frammenti di polietilene con un contenuto in peso spesso superiore al 10% del prodotto. Si stima che un normale utilizzatore di questi prodotti possa arrivare ad immettere inconsapevolmente nell’ambiente fino a 2,4 mg al giorno di microplastiche.
Un intervento normativo, in grado di dettare nuovi indirizzi al comparto dei prodotti cosmetici, potrebbe avere pertanto un impatto di assoluto rilievo nel limitare l’inquinamento diffuso da microplastiche. Per questo i promotori dell’iniziativa chiedono a tutte le forze politiche di utilizzare la ridotta finestra temporale che si apre dopo l’esame, in prima lettura, della Legge di Stabilità per approvare, in via definitiva, il disegno di legge n.2582, già approvato dalla Camera dei Deputati. Il testo in esame prevede, all’art.9, l’istituzione del divieto di commercio per i prodotti cosmetici contenenti microplastiche, di misura uguale o inferiore a 5 millimetri, a decorrere dal 1 gennaio 2020, con le relative sanzioni in caso di trasgressione. Un segnale forte all’industria dei cosmetici che appare comunque in grado di avviare la riconversione produttiva, come testimoniano i prodotti microplastic free già presenti sul mercato.