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CNR, partita verso l'Antartide la nave "Italica" per una nuova campagna oceanografica

La nave, partita dalla Nuova Zelanda il 31 dicembre 2016, è diretta verso il Mare di Ross dove per circa 2 mesi verranno effettuate misurazioni e raccolte di campioni che saranno studiati in laboratorio al ritorno in Italia. Le ricerche riguardano otto differenti progetti che spaziano dall’ecologia marina al paleoclima, dall’oceanografia fisica e chimica alla tefrocronologia.

Come è cambiata l’estensione e il volume del ghiaccio marino in Antartide nelle ultime migliaia di anni? Quanto il cambiamento climatico sta impattando l’ambiente marino della regione? Quali le conseguenze sulla biogeochimica e la biodiversità?

Sono alcune delle domande che lo Scar - il Comitato Scientifico per la Ricerca Antartica - si è posto in un recente meeting internazionale, alle quali intende dare un contributo un team di ricercatori italiani in partenza per una nuova campagna oceanografica nel mare di Ross, a bordo della nave "Italica".

La nave è partita dalla Nuova Zelanda il 31 dicembre 2016, diretta verso il Mare di Ross dove per circa 2 mesi effettuerà misure e raccoglierà campioni di acqua e sedimento che saranno poi studiati in laboratorio al ritorno in Italia.

Gli studiosi, provenienti dalle più varie università - Genova, Napoli, Trieste, Ancona, Cagliari - ed enti di ricerca italiani - Cnr, Ogs, Ispra, Ingv, Enea- condurranno ricerche nell’ambito di ben otto progetti diversi che spaziano dall’ecologia marina al paleoclima, dall’oceanografia fisica e chimica alla tefrocronologia, cioè la datazione dei sedimenti basata sullo studio dei depositi di cenere emesse durante eruzioni vulcaniche.

Coordinatore scientifico della spedizione è Leonardo Langone dell’Istituto di scienze marine (Ismar) del Cnr di Bologna: "Il personale tecnico e scientifico è molto preparato, l’equipaggio e il comandante della nave hanno un’esperienza antartica di oltre 20 anni: questo ci rende molto confidenti sul raggiungimento degli obiettivi della campagna. Ci proponiamo di capire in che modo il cambiamento climatico influenzerà l'assorbimento della CO2 atmosferica nell’Oceano Meridionale, e se i cambiamenti ambientali registrati ad oggi nell'Oceano Meridionale causeranno a loro volta effetti in grado di accelerare o rallentare il ritmo del cambiamento climatico a scala globale", spiega Langone. "Le condizioni ambientali che incontreremo rimangono l’unica grande variabile: freddo, vento, mare mosso o presenza di ghiaccio marino, condizioni tipiche degli ambienti polari, potrebbero rallentare le operazioni e contro i quali si può fare poco, se non quello di affidarsi classicamente alla buona stella italica".

Proprio nel 2016 è stato deliberata la creazione della Area Marina Protetta del Mare di Ross che si estende per circa 1.57 milioni di km2, la più grande Area Marina Protetta del mondo. Il Mare di Ross figura infatti tra le aree più incontaminate dell’intero pianeta con una biodiversità particolarmente ricca che comprende oltre a pinguini e altri uccelli marini, orche e cetacei, numerose specie di pesci, estesi banchi di krill ed una ricca e vasta popolazione bentonica. L’istituzione dell’Area Marina Protetta impegna i Paesi sottoscrittori a promuovere attività di ricerca mirate ad approfondire la conoscenza dell’intero ecosistema del Mare di Ross e l’influenza che i cambiamenti climatici esercitano su di esso, anche al fine di elaborare modelli di previsione utili alla protezione e conservazione dell’ecosistema antartico e globale.

Fonte: CNR