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Commissione Europea, dieci anni di REACH con sostanze chimiche più sicure per consumatori, lavoratori e ambiente

Negli ultimi 10 anni la principale normativa dell'UE sulle sostanze chimiche (REACH) ha migliorato sensibilmente la protezione della salute umana e dell'ambiente e ha promosso alternative alla sperimentazione animale. Forte di questo successo la Commissione Europea propone misure per agevolarne ulteriormente l'attuazione.

Dossier 114
Le sostanze chimiche sono presenti in molteplici aspetti della vita privata e del lavoro, così come in molti beni di consumo come capi di abbigliamento, giocattoli, mobili e elettrodomestici. Pur essendo essenziali nella vita quotidiana, alcune di queste sostanze possono comportare rischi per la salute umana e per l'ambiente. Nel riesame del REACH pubblicato il 5 marzo 2018 si legge che grazie al “regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche” (il REACH), le imprese e le autorità dell'UE garantiscono l'impiego in sicurezza delle sostanze chimiche e la progressiva eliminazione delle sostanze pericolose.

Il REACH continua a produrre per gli europei risultati concreti tra cui:

- Prodotti più sicuri per i consumatori, i lavoratori e l'ambiente. Grazie al REACH l'UE ha fatto dei passi avanti nella restrizione e nel divieto d'uso di determinate sostanze chimiche che possono essere nocive per la salute umana e per l'ambiente e ne ha avviato la sostituzione con alternative più sicure. Alcuni esempi:
Divieto di sostanze chimiche nocive. Sono state emesse 18 restrizioni per diversi gruppi di sostanze come il cromo, il nickel e il piombo nei prodotti di consumo, il bisfenolo A, un interferente endocrino, negli scontrini di cassa e i composti di nonilfenolo, tossici per l'ambiente acquatico, nei prodotti tessili.
Sostituzione delle sostanze più pericolose (“sostanze estremamente preoccupanti”) con alternative più sicure. Finora sono state individuate 181 sostanze chimiche che possono avere gravi ripercussioni sulla salute umana e sull'ambiente e 43 sono state inserite nell'“elenco delle sostanze soggette ad autorizzazione REACH”; ciò significa che le imprese devono ottenere un'autorizzazione per l'uso di queste sostanze, le quali a loro volta vengono gradualmente eliminate man mano che diventano disponibili alternative adeguate.

- Contro la sperimentazione animale. Il REACH promuove metodi alternativi alla sperimentazione animale per la valutazione dei rischi legati alle sostanze chimiche, riducendo così la necessità di esperimenti di questo tipo. Tra il 2012 e il 2016 la Commissione ha stanziato circa 40 milioni di euro all'anno per sostenere la ricerca di metodi alternativi.

- Una raccolta dati completa per la sicurezza delle sostanze chimiche sul mercato unico dell'UE. A oggi la procedura di registrazione REACH ha permesso di raccogliere informazioni su oltre 17 000 sostanze tramite 65 000 fascicoli di registrazione delle principali sostanze chimiche prodotte e utilizzate nell'UE, migliorando così la comunicazione e la trasparenza nella catena di approvvigionamento e permettendo all'Europa di affrontare meglio i rischi legati alle sostanze chimiche e di approfondire l'armonizzazione del mercato interno dei prodotti chimici.

Per tutelare ancora meglio i consumatori, i lavoratori e l'ambiente, la Commissione europea propone oggi diverse misure concrete per migliorare l'attuazione della normativa REACH. Queste misure sono volte a migliorare la qualità dei fascicoli di registrazione presentati dalle imprese, semplificare il processo generale di autorizzazione e garantire condizioni di parità tra le imprese dell'UE e quelle di paesi terzi. La Commissione intende continuare a sostenere le PMI nel loro sforzo di conformarsi alla normativa e di rafforzare l'applicazione di quest'ultima da parte delle autorità nazionali.

La Commissione auspica inoltre di aumentare la coerenza del regolamento REACH con la normativa in materia di tutela dei lavoratori e sui rifiuti.

La Commissione discuterà i risultati e le azioni di follow-up del secondo riesame del REACH con il Parlamento europeo, gli Stati membri e le parti interessate nel quadro di una conferenza pubblica prevista per il mese di giugno 2018.