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Dalla Suva cinque consigli per limitare il rumore e proteggere l’udito

I danni all’udito occupano il primo posto nella classifica delle malattie professionali più frequenti (39 per cento). È quindi essenziale proteggersi contro il rumore in modo efficace, sistematico e corretto fin dal primo giorno di lavoro.

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Cinque consigli per limitare il rumore e proteggere l’udito:
- Evitare il rumore o ridurlo con macchine più silenziose e procedure a basso impatto acustico.
- Ridurre la propagazione del suono con interventi edilizi e di acustica architettonica.
- Proteggere con misure di organizzazione del lavoro e/o protettori auricolari.
- Fermarsi in caso di sensazione sgradevole o ronzio nelle orecchie e riposare per 12-24 ore in un luogo tranquillo. Se il disturbo persiste, consultare un medico.
- In caso di improvvisa ipoacusia monolaterale o bilaterale e di sordità o dolore nell’orecchio a seguito di esposizione a un rumore molto forte, rivolgersi immediatamente a un medico.

L’udito umano è sensibile, selettivo, preciso e molto reattivo; le sue molteplici funzioni lo rendono molto vulnerabile. L’esposizione a un rumore forte e improvviso, come uno sparo o lo scoppio di un airbag, e l’esposizione continua a un livello sonoro superiore a 85 dB(A) danneggiano le cellule ciliate dell’orecchio interno e/o le terminazioni delle fibre nervose uditive. Le conseguenze sono perdite dell’udito, disturbi uditivi (ad es. acufeni) o sordità improvvisa. L’ipoacusia da rumore è insidiosa per il fatto che progredisce senza dolore, inizia sulle alte frequenze (attorno ai 4 kHz), è irreversibile e si nota solo dopo decenni. Questo perché la lesione uditiva raggiunge tre quarti del suo valore finale nei primi dieci anni di esposizione, mentre la perdita dell’udito si palesa solo in concomitanza con quella naturale legata all’età, che è lenta e costante.

Un danno uditivo da rumore si manifesta generalmente all’età di 60 o 70 anni e ha l’effetto di «invecchiare» l’udito di ulteriori 10-20 anni. È dunque fondamentale proteggersi fin da subito in modo sistematico e corretto. La Suva stima che in Svizzera circa 200 000 persone siano esposte sul lavoro a livelli sonori superiori al valore limite autorizzato di 85 dB(A). Proteggere l’udito è un obbligo che però non sempre viene rispettato. Risultato: con oltre 800 nuovi casi l’anno (oltre ai deficit uditivi causati da infortunio), l’ipoacusia da rumore rimane una delle malattie professionali più frequenti.

Una prima misura è ovviamente quella di evitare il rumore, con apparecchi più silenziosi, macchine incapsulate o procedure a basso impatto acustico. In secondo luogo occorre ridurre la propagazione del suono con misure edilizie e interventi di acustica architettonica (locali separati, soffitti fonoassorbenti). Se questo non basta a evitare un’esposizione superiore a 85 dB(A), si dovranno adottare misure di organizzazione del lavoro e protezione dell’udito.

I criteri decisivi per la scelta dei protettori auricolari sono il comfort, la tipologia lavorativa e l’effetto di attenuazione. Quest’ultimo dipende dal rumore al quale si è esposti. I protettori devono garantire un livello accettabile di rumore percepito ma non isolare troppo (in modo da consentire all’operatore di conversare, sentire i segnali di allarme ecc.). Un altro aspetto importante è il loro corretto uso. Se gli inserti non sono applicati abbastanza in profondità nel condotto uditivo, l’effetto di attenuazione può diminuire di 5-10 dB. Se si indossano i protettori auricolari solo di tanto in tanto, il sovraccarico raggiunge rapidamente un livello pericoloso, con il rischio di un danno uditivo.

Fonte: SUVA