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Decreto legge n. 207 del 3.12.2012 "salva-ILVA" - Critiche e pareri di incostituzionalità

Il Consiglio dei Ministri n. 56 del 30/11/2012 ha approvato un decreto legge per il risanamento ambientale e la continuità produttiva dell’ILVA di Taranto. - Polemiche sulla costituzionalità del provvedimento. - Critiche della ANM

Dossier Ambiente n. 89 - Movimentazione Manuale dei Carichi
Pubblichiamo il testo completo del Decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, il cosiddetto "Decreto Salva-ILVA":
- pubblicato sulla G.U. n. 282 del 03.12.2012
- in vigore dal 03.12.2012
- approvato dal Consiglio dei Ministri n. 56 del 30.11.2012: per il risanamento ambientale e la continuità produttiva dell’ILVA di Taranto.

Polemiche su costituzionalità del provvedimento

Critiche della ANM
(Associazione naz. magistrati).

Dichiarazioni del Presidente Monti, Magistrati, Governatore Vendola.

Secondo il Comunicato del Governo: il decreto:
- consente un cambio di passo importante verso la soluzione delle problematiche ambientali,
- il rispetto del diritto alla salute dei lavoratori e delle comunità locali interessate,
- e la tutela dell’occupazione.
- perseguite in maniera inderogabile le finalità espresse dai provvedimenti assunti dall’autorità giudiziaria.

Il rilascio a ottobre da parte del Ministero Ambiente dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) ha anticipato gli obiettivi fissati dall’Unione europea in materia di BAT - best available technologies di circa 4 anni.

Con il provvedimento all’AIA è stato conferito lo status di legge, che:
- obbliga l’azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento;
- se non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall’AIA.

Il decreto mira a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorità amministrative competenti.
Si stabilisce che la società ILVA abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’AIA.
L’ILVA è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale.
I provvedimenti di sequestro e confisca dell’autorità giudiziaria non impediscono all’azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione.

Si prevede che la società mantenga la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti dello stabilimento di Taranto, anche ai fini dell'osservanza di ogni obbligo di tutela sanitaria e ambientale.

Il decreto introduce la figura del Garante della vigilanza sull’attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni, che sarà nominato con un successivo provvedimento.
Il Garante acquisirà dall’azienda, dalle amministrazioni e dagli enti le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente le eventuali criticità riscontrate nell’attuazione del risanamento e dell’Aia e potrà proporre le misure idonee.

Ogni 6 mesi il Ministro dell’Ambiente riferirà alle Camere.

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Il segretario dell'ANM, Maurizio Carbone, ha duramente criticato il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge salva-Ilva.

“Prendiamo atto”, ha sottolineato Carbone, “che il governo, di fronte a una situazione complessa e con gravi ripercussioni occupazionali, si è assunto la grave responsabilità di vanificare le finalità preventive dei provvedimenti di sequestro emessi dalla magistratura e volti a salvaguardare la salute di un'ntera collettività dal pericolo, attuale e concreto, di gravi danni.
Resta tutta da verificare l'effettiva disponibilita dell'azienda a investire i capitali necessari per mettere a norma l'impianto e adempiere alle prescrizioni contenute nell'Aia”, tenuto conto che “finora la proprietà ha dimostrato di volersi sottrarre all'esecuzione di ogni provvedimento emesso dalla magistratura”.

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