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Il bilancio ambientale sull'anno appena concluso stilato dal WWF

Il WWF pubblica il suo bilancio ambientale 2018 relativo al contesto sia internazionale che nazionale, analizzando relativamente al contesto internazionale gli ambiti: Biodivesità, Aree protette, Plastica, Clima e relativamente alla situazione italiana gli ambiti: Biodiversità, Clima, Aree protette, Politiche ambientali.

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I numeri più importanti del cambiamento climatico nel 2018:

Nel Global Carbon Budget 2018, il più autorevole rapporto scientifico annuale sul ruolo umano nel ciclo del carbonio realizzato dal Global Carbon Project (il programma internazionale di ricerca sull’argomento, nell’ambito della più grande iniziativa mondiale di ricerche sulla sostenibilità globale, Future Earth) si documenta come le emissioni dovute alle attività umane sono ancora cresciute nel 2018, per un secondo anno consecutivo dopo il 2017, dopo tre anni di stabilizzazione della crescita che hanno avuto luogo dal 2014 al 2016. Per il 2018 è prevista la crescita del 2 %, mentre nel 2017 la crescita è stata dell’1.6 %. Le emissioni globali di anidride carbonica nel 2017, dovute all’utilizzo di combustibili fossili e alle attività industriali sono state di 36.2 miliardi di tonnellate e il totale delle emissioni, se aggiungiamo le emissioni dovute alle modificazioni dell’utilizzo del suolo, supera i 41 miliardi di tonnellate, le più alte che si siano avute nella storia umana.

I dati resi noti nel 2018 sulla concentrazione della presenza di anidride carbonica nell’atmosfera documentano che abbiamo raggiunto il livello di 405 parti per milione di volume (ppm). Tale livello era 403.3 ppm nel 2016 e 400.1 nel 2015. Si tratta del 146% in più rispetto all’epoca preindustriale (prima del 1750). Situazioni simili, stando alle ricerche paleoclimatologiche, si sono avute nel medio Pliocene, 3-5 milioni di anni fa, quando la temperatura era di 2-3° C più alta dell’attuale e il livello del mare era di 10-20 metri più alto di adesso. Anche nel 2018 la concentrazione di anidride carbonica sta continuando a crescere e nell’arco dei vari mesi dell’anno si sono registrate variazioni tra 406 e 409, giungendo anche, in varie occasioni, a 410 ppm.

Nel 2018, come previsto, l’IPCC ha pubblicato il suo rapporto sul cambiamento globale di 1.5°C in più rispetto all’epoca industriale, il cui messaggio centrale è che già oggi con l’attuale 1°C in più stiamo assistendo a conseguenze significative, soprattutto attraverso fenomeni meteorici estremi e che con 1.5°C e andando oltre, la situazione certamente peggiorerà, sia per quanto riguarda tutti i fenomeni già in atto (come, ad esempio, la fusione dei ghiacci e l’innalzamento del livello dei mari), inoltre gli esperti dell’IPCC confermano che siamo in grado ora di intervenire per evitare che si raggiunga il grado e mezzo in più, agendo da subito con una significativa transizione nel modo con cui gestiamo l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città. Fondamentale è ridurre le emissioni di anidride carbonica del 45% dal livello del 2010 al 2030 e raggiungendo le emissioni zero entro il 2050. Per fare questo bisogna muoversi da subito e con un impegno veramente significativo per decarbonizzare tutte le nostre economie.

Fonte: WWF