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Il primo rapporto SNPA sulla qualità dell’aria in Italia

Il primo dicembre è stato presentato online il primo rapporto nazionale redatto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente sulla qualità dell’aria in Italia. L’evento era articolato in due sessioni, una iniziale di presentazione del rapporto e una seconda con vari approfondimenti tecnico-scientifici specifici.

Il primo dicembre è stato presentato online il rapporto "La qualità dell'aria 2020 in Italia - Edizione 2020", redatto dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

Nel Report, sono riportati lo stato e il trend della qualità dell’aria in Italia nel periodo 2009-2019. Nel 2019 si sono verificati superamenti del valore limite giornaliero del PM10 in diverse regioni del Paese. Sussistono anche superamenti del valore limite annuale dell’NO2 ed è confermato il mancato rispetto dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono esteso a tutto il territorio nazionale. Significative riduzioni delle concentrazioni di PM10, PM2,5 e NO2 sono state osservate nel decennio esaminato. Una serie di approfondimenti tematici monografici completa la rassegna.

L’iniziativa, coordinata da Silvia Brini (Ispra), è stata aperta da un intervento del Vice Presidente SNPA e direttore generale di Arpa Liguria, Carlo Emanuele Pepe che ha evidenziato come il monitoraggio della qualità dell’aria sia una delle attività che fa parte dei Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali (LEPTA). E’ quindi molto importante questo primo rapporto nazionale del Sistema che fornisce dati validati e consolidati per l’ultimo decennio. Ha anche evidenziato gli sforzi per fornire dati “just in time” sul sito del Sistema, come è stato fatto ad agosto per un inquinante tipico estivo come l’ozono, e come si farà ad inizio 2021 per quanto riguarda le polveri sottili. Infine ha sottolineato come il SNPA sta lavorando per arrivare ad un sistema comune su tutto il territorio nazionale per il monitoraggio della qualità dell’aria, con l’obiettivo di poter fornire in tempo reale i dati rilevati su scala nazionale.

E’ quindi intervenuto il Presidente Ispra e Snpa, Stefano Laporta, che ha espresso orgoglio e soddisfazione per la presentazione di questo rapporto che costituisce un punto di arrivo del percorso che è durato alcuni anni, ma anche un punto di partenza per farne un prodotto di eccellenza del Sistema, un appuntamento fisso per i prossimi anni.
Alfredo Pini (Ispra) ha fornito alcune informazioni di carattere generale sul rapporto, evidenziando come si tratti di un tema complesso per il numero di soggetti coinvolti. Ha sottolineato l’importanza delle serie storiche messe a disposizione nel rapporto, che premettono una maggiore comprensione dei fenomeni e delle tendenze di lungo periodo. Ha poi osservato la rilevanza della valutazione dell’esposizione della popolazione che ha effetti stimati sulla salute molto importanti in termini di morti premature, assumendo dimensioni annue, a livello mondiale, paragonabili con le morti avute per la pandemia in atto.

Giorgio Cattani (Ispra) è entrato nel dettaglio dei dati presenti nel rapporto, riguardo alla qualità dell’aria in Italia, sia per il 2019 che per i trend rilevati.
Giusy Lombardi (Ministero dell’Ambiente) si è concentrata sulle politiche nazionali per la riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Marco Deserti (Regione Emilia-Romagna), ha presentato un approfondimento sulla qualità dell’aria nel bacino padano durante il periodo di lockdown e uno scenario teorico senza lockdow con dettaglio settimanale, alla luce degli studi effettuati nell’ambito del progetto Prepair.
Francesco Forastiere (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha illustrato i risultati delle più recenti ricerche sugli effetti e gli impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute.

Ha concluso la sessione introduttiva della giornata il direttore generale di ISPRA, Alessandro Bratti, il quale, anche facendo riferimento ai dati forniti dal SOER, il rapporto sullo stato dell’ambiente a livello europeo, ha evidenziato la differenza esistente fra le situazioni relative all’inquinamento atmosferico dei paesi dell’Est Europa e quelle della Pianura Padana.

Fonte: SNPA