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Il rumore emesso dalle navi nelle aree portuali

Il rumore portuale, specie la componente dovuta alle navi, è in continua crescita a causa del costante incremento dei traffici marittimi ed è tra le principali cause dell’esposizione acustica delle aree prospicienti i bacini di attracco.

Dossier Ambiente n. 123
Il rumore portuale nel suo complesso è stato per lungo tempo trascurato, ma recentemente il programma europeo Interreg marittimo - Italia Francia ha posto l’accento sul tema. I diversi progetti finanziati all’interno del programma, focalizzati ciascuno su tematiche specifiche, condividono l’obiettivo di fornire elementi per un’adeguata gestione delle attività portuali in ottica dell’emissione di rumore e spunti per una futura regolamentazione.

Se è vero che i rumori nei porti sono di molteplici varietà, la gran parte delle sorgenti portuali è stata ampiamente caratterizzata acusticamente e sottosta a precisi standard costruttivi. Ben diversa è la situazione per le imbarcazioni, per le quali non esiste un vero e proprio standard di caratterizzazione. Inoltre, solo di recente, organizzazioni di classificazione marittima come il Lloyd's Register hanno fornito linee guida per la costruzione di imbarcazioni a bassa emissione di rumore.

Il programma Interreg ha potenziato la ricerca in questo ambito andando ad approfondire quanto ottenuto da precedenti studi che hanno affrontato il rumore prodotto dalla movimentazione delle navi all’interno dell’area portuale.

Lo studio si basa appunto su uno di questi lavori precedenti realizzato all’interno del porto di Livorno, durante il quale la potenza sonora delle navi è stata misurata in banda larga e in banda di 1/3 d’ottava.

Tali valori sono stati ottenuti con la tecnica del “pass-by” che è stata possibile tramite la combinazione di misure acustiche in continua e registrazioni video da cui è stata estratta la distanza minima di transito tra nave e microfoni. Il Monitoraggio è stato effettuato per un periodo superiore al mese al fine di popolare una banca dati che fosse più precisa possibile. Numerose regressioni sono state effettuate al fine di comprendere l’incidenza che parametri come la minima distanza di transito, la velocità e il pescaggio dello scafo hanno sulla stima della potenza sonora così ottenuta.

Lo studio si è focalizzato in special modo sui passaggi dei traghetti. La minima distanza tra nave e microfoni relativa ad ogni singolo passaggio è stata misurata applicando al video una tecnica innovativa che ha permesso di ridurre l’incertezza a soli 3 m su distanze dell’ordine di 100 m.

Conoscere il parametro che risulta essere preponderante e più influente sull’emissione permetterà in futuro di effettuare delle misurazioni adeguate più appropriate e capaci di permettere di redigere la redazione di corrette linee guida.

Il primo importante risultato dallo studio è l’ininfluenza del pescaggio in termini di emissione acustica dei traghetti. Tuttavia, questo potrebbe non valere per altre tipologie di imbarcazioni.

D’altro canto, seppur ovviamente la distanza di transito non influenzi la reale potenza sonora, questa influenza direttamente il livello misurato dall’osservatore e quindi la stima della potenza sonora.

Fonte: ARPAT