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Il ruolo dell’Europa nella battaglia alla plastica usa e getta

Una delle maggiori minacce ambientali attuali è costituita dall’inquinamento da plastica. La riduzione della quantità di plastica monouso prodotta all’origine rappresenta la soluzione più efficace resa possibile dalla messa al bando di oggetti usa e getta e dalla riprogettazione di alcuni prodotti.

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L’inquinamento da plastica, in particolar modo derivante dall’uso smodato da plastica monouso per confezioni ed imballaggi, è una delle minacce ambientali attuali più gravi. L’UE è recentemente intervenuta per far fronte a tale crisi.

La plastica ormai è ovunque, soffoca la vita negli oceani e sulle terre, si trova nell’aria e persino nei nostri corpi.

Fortunatamente una soluzione esiste: la prevenzione dell’inquinamento da plastica all’origine. Ciò è possibile attraverso la messa al bando della produzione di oggetti in plastica monouso e la riprogettazione dei prodotti per una loro maggiore durata nel tempo, rendendoli riutilizzabili più volte.

Tra tutte le soluzioni quindi, la più importante ed efficace è quella che prevede la riduzione della quantità di plastica prodotta all’origine. Se la vasca da bagno trabocca d’acqua, la prima cosa che si fa è chiudere il rubinetto. Pensare solo al riciclo è come asciugare l’acqua dal pavimento, lasciando il rubinetto aperto: non ha alcun senso.

L’UE ha recentemente adottato una nuova Direttiva sulla plastica monouso (SUP- Single Use Plastic) che gli Stati Membri dovranno recepire entro il 2021.

La Direttiva mette al bando diversi prodotti in plastica monouso (tra i quali per esempio stoviglie, piatti, contenitori per cibi e bevande in polistirolo espanso, aste per palloncini), promuove la riduzione dei consumi di alcuni oggetti in plastica e rende le aziende produttrici finanziariamente responsabili per la raccolta, la gestione e lo smaltimento di alcuni rifiuti in plastica.

La Commissione ha richiesto all’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) di preparare un bando sull’uso intenzionale delle microsfere in plastica per la realizzazione di numerosi prodotti e beni di consumo. La proposta finale dovrebbe essere votata ad inizio 2020. Il bando dovrà coprire le microplastiche di diametro inferiore ai 5mm (e inferiore ai 10mm per quanto riguarda le fibre tessili) e coinvolgerà tutti i settori invece di focalizzarsi solo sui prodotti per la cura della persona, come invece previsto dalla normativa italiana che entrerà in vigore nel 2020.

Tutto questo nel contesto di una più generale Strategia Europea sulla Plastica che definisce raccomandazioni e potenziali strumenti legislativi per intervenire sull’inquinamento da plastica.

A livello globale, l’assemblea della Nazioni Unite sull’Ambiente sta attualmente discutendo un trattato per far fronte all’emergenza ambientale causata dalla contaminazione da plastica.

L’UE giocherà un ruolo fondamentale nella definizione di tale trattato, in quanto negozierà per conto dei suoi Stati Membri. Questo è importante perché l’UE è l’unica finora ad aver attuato azioni concrete per quanto riguarda il problema dell’inquinamento da plastica, e soprattutto è in grado di opporsi alle grandi nazioni come ad esempio gli USA che non hanno preso provvedimenti altrettanto efficaci in tal senso.

L’UE quindi ha iniziato a fronteggiare la crisi dell’inquinamento da plastica. Sfortunatamente, questo non significa che quanto fatto in Europa sia sufficiente. Bisogna fare molto di più per mettere fine alla distruttiva cultura consumistica dell’usa e getta che è stata imposta per decenni, rimpiazzandola con molta meno plastica e con beni durevoli, riutilizzabili e riparabili oltre che con alternative sostenibili.

In che modo il prossimo Parlamento Europeo avrà un impatto sull’inquinamento da plastica?
Cosa ha fatto l’UE e in particolar modo il Parlamento europeo durante il periodo 2014/2019?
Come hanno votato i singoli partiti sull’usa e getta?

Per leggere le risposte a queste domande andare alla notizia completa al primo link.

Fonte: Greenpeace