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INAIL: presentato studio su disturbi muscolo–scheletrici e lavoro

I disturbi muscolo-scheletrici (Dms) in Europa e in Italia rappresentano ormai più del 60% delle malattie professionali. Il 17 febbraio è stato presentato a Modena uno studio teso a sviluppare una prima mappatura ragionata del rischio da Dms in Italia per settore produttivo e territorio.

Il 17 febbraio è stato presentato a Modena, presso la Fondazione Marco Biagi, Università di Modena e Reggio Emilia, uno studio teso a sviluppare una prima mappatura ragionata del rischio da Dms in Italia per settore produttivo e territorio.
Le relazioni esposte dal punto di vista medico legale sono state estremamente interessanti nell’intento di suggerire delle nuove chiavi di lettura di un fenomeno, quale quello della malattia professionale, fortemente disomogeneo per i diversi territori.
Noto il fenomeno della riduzione delle malattie tipiche da lavoro, un tempo particolarmente frequenti, e l’accrescersi con sempre maggior visibilità delle malattie correlate al lavoro e, in particolare, di quelle legate a movimenti ripetitivi, alla movimentazione dei carichi e a posture incongrue, ormai più del 60% delle malattie professionali denunciate in Europa e in Italia.

Le relazioni presentate hanno tutte sottolineato la necessità di un approccio alla problematica di tipo interdisciplinare in relazione anche a fenomeni di carattere economico e sociale e alle loro implicazioni giuridiche.
I punti salienti delle relazioni presentate dai ricercatori della Fondazione Marco Biagi hanno riguardato l’analisi del fenomeno della denuncia e della sotto-denuncia con il rilievo di una disomogeneità territoriale di entrambi i fenomeni, ma anche l’analisi dei fattori in grado di condizionare la denuncia da parte dei soggetti affetti o presumibilmente affetti dai disturbi muscolo-scheletrici, nonché i fattori di scoraggiamento della denuncia come la paura di subire provvedimenti disciplinari e infine l’effetto “contagio”, ovvero la probabilità di fare richiesta di una prestazione assicurativa da parte di un lavoratore positivamente influenzato dal numero di richieste presentate dai colleghi nel recente passato.

E’ stata sottolineata la necessità di una maggiore condivisione, laddove possibile, delle risultanze analitiche e documentali di tutti gli attori istituzionali coinvolti nel processo. Infatti dai rapporti consolidati tra l’Inail e il Servizio di prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro delle aziende USL, è scaturita una proficua collaborazione locale tra operatori sanitari dei due Enti per favorire l’emersione e il riconoscimento delle malattie professionali con azioni formative rivolte anche ai medici di medicina generale.

Fonte: INAIL