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Inail, scheda informativa su lavoratrici in menopausa e corrette abitudini di vita

La scheda informativa Inail riporta informazioni generali per la promozione della salute per la lavoratrice in menopausa. In particolare riporta suggerimenti riguardo la corretta alimentazione, l’attività fisica e il fumo di tabacco in questo particolare periodo della vita.

In Italia le donne, dato l’innalzamento dell’età pensionabile, potrebbero trascorrere circa 15-20 anni della vita lavorativa in menopausa.
Durante tale periodo, i dati statistici indicano che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, superando di gran lunga tutte le forme di neoplasie, compreso il cancro della mammella. Alcuni fattori di rischio eliminabili, in quanto correlati a scorretti stili di vita, sono il fumo di tabacco, l’eccessivo consumo di alcool, una dieta non equilibrata e la scarsa attività fisica.

Diversi studi sulle lavoratrici in menopausa hanno mostrato che la sintomatologia associata a questo ‘delicato’ periodo si ripercuote negativamente sul lavoro sia per il numero di assenze dovute alle cure (fino all'abbandono del posto di lavoro) che per la riduzione della capacità lavorativa dovuta a stanchezza, insonnia, perdita di concentrazione e diminuzione della memoria. L’osteopenia e l’osteoporosi determinano l’aumento del rischio di patologie muscolo scheletriche con maggiore possibilità di fratture e lussazioni per infortuni.
Per migliorare la qualità della vita negli anni di lavoro in menopausa, accanto ai consigli forniti dal medico di fiducia, è necessario seguire alcuni accorgimenti riguardo l’alimentazione, l’attività fisica e il fumo di tabacco.

Agire sul posto di lavoro è una buona strategia di prevenzione e rassicurazione che può essere svolta in qualsiasi luogo previo coordinamento tra le figure della sicurezza e salute in azienda. L’informazione e la formazione vanno rivolte anche al personale dirigenziale che può rendere l’ambiente di lavoro consono alle esigenze delle lavoratrici in questo particolare periodo della vita, anche in ottemperanza alla normativa vigente che prevede la valutazione del rischio tenendo conto dell’età e della differenza di genere.

Fonte: INAIL