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ISPRA: pubblicazione relativa alla valutazione economica degli ecosistemi marini

La prima fase della ricerca "Una valutazione economica degli ecosistemi marini e un’analisi di scenario economico al 2020" quantifica la rilevanza economica diretta ed indiretta degli ecosistemi marini/costieri in Italia, la seconda fase propone uno scenario economico di riferimento al 2020 per pesca, turismo, e trasporti marittimi. La terza fase propone una stima dei potenziali costi del degrado dell’ambiente marino attraverso gli effetti che questo può esercitare su pesca e turismo.

L’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha realizzato la pubblicazione "Una valutazione economica degli ecosistemi marini e un’analisi di scenario economico al 2020" e l'ha resa disponibile in formato elettronico.

L’ambiente marino e la sua conservazione in “buono stato” sono elementi essenziali per l’Italia. Da un lato questo ospita e supporta attività di diretta rilevanza economica, dall’altro offre una serie di servizi che, pur non originando transazioni di mercato, contribuiscono comunque alla produzione di benessere. In merito, la direttiva quadro 2008/56/CE del 17 Giugno 2008 indica la necessità di monitorare 11 descrittori qualitativi chiave per la determinazione del buono stato ecologico dell’ambiente marino evidenziando la necessità di una sua gestione oculata e compatibile con uno sviluppo equilibrato, duraturo e sostenibile.

Inserendosi in questo contesto, la prima fase della ricerca (Sezione I e II) è volta a quantificare la rilevanza economica diretta ed indiretta degli ecosistemi marini/costieri in Italia. Viene definito il peso economico del cosiddetto “cluster del mare” includendovi elementi di valutazione economica relativa a servizi non di mercato e al valore di esistenza associati agli ecosistemi. La seconda fase della ricerca (Sezione III) propone invece uno scenario economico di riferimento al 2020 per pesca, turismo, e trasporti marittimi, che assieme costituiscono circa l’80% del valore economico del cluster del mare.
La terza e ultima fase della ricerca (Sezione IV) propone, a partire dallo scenario economico di riferimento delineato, una stima dei potenziali costi del degrado dell’ambiente marino attraverso gli effetti che questo può esercitare su pesca e turismo.
La scelta dei due settori deriva dalla considerazione che questi siano i più direttamente collegati, sia come elementi impattanti che impattati, al buono stato dell’ambiente marino e di conseguenza alle politiche mirate alla sua tutela.
La metodologia valutativa utilizzata è un’analisi sviluppata con un modello di equilibrio economico generale per l’economia Italiana con dettaglio per le sue 20 regioni.

Fonte: ISPRA