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ISPRA pubblica "Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturali"

La principale causa di spreco alimentare è la sovrapproduzione di eccedenze, a ogni incremento di fabbisogno corrisponde un aumento maggiore di offerte e consumi che innesca la crescita dello spreco (+3,2% ogni anno).

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In occasione della Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare ISPRA ha pubblicato il rapporto "Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturali". Il rapporto è frutto di due anni di valutazione e analisi dei più recenti dati scientifici e informazioni della letteratura internazionale, che indicano come nel mondo lo spreco sia in aumento.

La prevenzione e la riduzione dello spreco di alimenti sono considerate dalle Nazioni Unite e da molte istituzioni internazionali come principali strade per procedere verso la tutela dell'ambiente e il benessere sociale. Ciò è riaffermato anche dall’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile. È ormai evidente che lo spreco alimentare è uno degli elementi chiave della perdita di biodiversità, dell’accumulo di gas-serra in atmosfera, dello spreco e inquinamento dell’acqua, del suolo e di altre risorse.

Il rapporto fornisce una visione d’insieme dei nessi tra temi ambientali e altri aspetti, quali la sicurezza e la sovranità alimentare, lo sviluppo territoriale, la bioeconomia. Propone una definizione sistemica dello spreco alimentare fornendo dati e informazioni sulla dimensione e sugli effetti ambientali, a scala nazionale, europea e sovranazionale. Sono indagate le cause che lo producono ed emergono differenti quantità in base alla struttura dei sistemi alimentari.

Oltre alle azioni di recupero e riciclo delle eccedenze, lo studio evidenzia la necessità di dedicare maggiore attenzione alla prevenzione strutturale per ridurre a monte la formazione delle eccedenze e i conseguenti sprechi. Molte proposte sono estesamente trattate e finalizzate a una strategia complessa di trasformazione dei sistemi alimentari per favorire la resilienza ecologica.

Fonte: ISPRA