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Mobilità Sostenibile, quarta Conferenza Nazionale sui PUMS

Aperti a Ravenna i lavori della quarta Conferenza Nazionale sui PUMS che intende fare il punto sullo stato di avanzamento delle iniziative per attuare il rinnovamento della mobilità nei centri urbani ma anche nelle aree interne. Ogni mercoledì a partire dal 9 settembre 2020 alle 15:00 e fino a mercoledì 28 ottobre 2020 si avvicenderanno esponenti di spicco a vario titolo coinvolti nei processi di rinnovamento della mobilità.

Dossier Ambiente n. 123
Si sono aperti il 9 settembre 2020 i lavori della quarta Conferenza Nazionale sui Piani Urbani della Mobilità Sostenibile. L’iniziativa originariamente prevista per il mese di maggio a Ravenna è stata annullata per l’emergenza ma riorganizzata strutturandola in 8 appuntamenti con interventi, tavole rotonde, dibattiti e webinar tutti da seguire in diretta “streaming”.

Ogni mercoledì a partire dal 9 settembre 2020 alle 15:00 e fino a mercoledì 28 ottobre 2020 si avvicenderanno esponenti di spicco a vario titolo coinvolti nei processi di rinnovamento della mobilità. L’intero ciclo di appuntamenti è stato organizzato da Euromobility, Comune di Ravenna, Endurance Italia Osservatorio Pums, Ferrovie dello Stato Italiane e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Legambiente ed Università di Bologna Campus di Ravenna.

L’attuazione dei programmi passa attraverso la realizzazione di investimenti importanti per “condurre” l’utenza ad un cambio di scelte sui modelli/mezzi di mobilità. Le Amministrazioni sono i soggetti che devono attuare tutte quelle azioni per predisporre il cambiamento orientato ad una nuova offerta di mobilità sostenibile, affidabile e preferibile a quella privata.

I mezzi di trasporto contribuiscono attualmente con il 25% alle emissioni di gas effetto serra (climalteranti) e di questo 25%, il 65% è da imputare al trasporto di persone. Occorre allora rivedere l’offerta del trasporto per andare ad intercettare esigenze e tempi dell’utenza cittadina e non.

Nell'ambito della pianificazione e delle scelte strategiche da intraprendere i dati che derivano dai milioni di passaggi dei viaggiatori da barriere elettroniche e/o reperibili dalle celle telefoniche sono di fondamentale importanza per fotografare il fenomeno dei flussi degli spostamenti rilevati in maggior parte all'interno delle città, dei centri urbani e nelle aree metropolitane.

Un nodo ma anche elemento essenziale da cui partire per pianificare interventi di rinnovo dell’assetto viario ed urbanistico per poter offrire un efficace mix di mobilità sostenibile integrata è la stazione ferroviaria e pertanto il treno. Il “ferro” come centro del sistema di mobilità integrata sostenibile ed intelligente capace di collegare i territori e mettere in dialogo il servizio ferroviario con le città. Le stazioni ferroviarie, spesso per la loro storica e particolare ubicazione si trovano nel centro delle città a ridosso dei centri storici e pertanto diventano di primaria importanza nel riassetto di una nuova mobilità integrata che parte dal treno.

Rete Ferroviaria Italiana dispone di una grande quantità di dati trasportistici da e per le stazioni, dati che possono rivelarsi molto utili per le amministrazioni perché caratterizzati dalla “qualità” dell’informazione rappresentata dalla ripartizione modale con cui le persone si spostano da e verso i gangli vitali del tessuto urbano.

Si tratta quindi incentivare, ma con alcune Amministrazioni sono già in atto, delle collaborazioni per decidere e condividere insieme le modalità d’investimento. L’obbiettivo è dare un nuovo assetto ed organizzare gli spazi fuori ed intorno alle stazioni condividendone scelte e visione. Nella strategia di sviluppo di una nuova mobilità sostenibile ed integrata è necessario che le stazioni svolgano le funzioni di nuovi “hub” attuando una rigenerazione delle relazioni sotto il profilo trasportistico con i nuovi dispositivi della mobilità.

Fonte: ARPAT