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Patologie di origine professionale nei lavoratori degli asili nido e delle scuole d’infanzia, un report di INCA e FP CGIL

Presentato il report "Le condizioni di lavoro e di salute negli asili nido e delle scuole dell’infanzia: i risultati dell’indagine tramite questionario" realizzato da FP INCA e INCA CGIL, con la collaborazione della Fondazione di Vittorio. Il 50% delle lavoratrici e nei lavoratori lamentano problemi di schiena e aggressioni verbali da parte dei genitori dei bambini.

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Le patologie di origine professionale nelle lavoratrici e nei lavoratori dei nidi e delle scuole dell’infanzia. E' questo il tema del rapporto della FP CGIL e dell’INCA CGIL presentato l'8 maggio a Firenze. Il primo report "Abbi cura di te" dal titolo "Le condizioni di lavoro e di salute negli asili nido e delle scuole dell’infanzia: i risultati dell’indagine tramite questionario" realizzato da FP e INCA CGIL, con la collaborazione della Fondazione di Vittorio, ha come obiettivo quello di comprendere le condizioni di lavoro e di salute delle lavoratrici e dei lavoratori degli asili nido e delle scuole dell’infanzia in Italia al fine di elaborare dei percorsi di tutela, sia a livello individuale che collettivo.

Svolgono una professione che le gratifica molto ma che le porta a passare diverse ore con i bambini in braccio o a inginocchiarsi a terra, devono costantemente relazionarsi con le figure genitoriali, a volte con il rischio di sfociare in un conflitto. Almeno il 50% delle lavoratrici degli asili nido e delle scuole per l’infanzia – maestre, educatrici, operatrici, addette alla cucina e personale ausiliario – riscontra la presenza di problemi fisici alla schiena e ha vissuto aggressioni verbali ai loro danni nella relazione con i genitori dei bambini. È quanto emerge dalla ricerca "Abbi cura di te" sulle condizioni di lavoro negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, basata su un’indagine svolta su un campione di oltre 600 lavoratori, per il 97% donne.

Parliamo di educatrici (65%), maestre (11%), operatrici (12%), addette alla cucina (7%) e il restante personale ausiliario. Ciò che è emerso con chiarezza è la presenza di disturbi che interessano l’apparato muscolo-scheletrico per la peculiarità degli sforzi fisici cui sono sottoposte le lavoratrici. Infatti, oltre il 40% soffre di lombalgia acuta e dichiara di passare un quarto del tempo di lavoro con bambini in braccio, in ginocchio o a terra. Insieme ai problemi di schiena, quasi il 60% delle lavoratrici lamenta una riduzione sostanziale dell’udito e il costante contatto con i bambini gli provoca raffreddori durante tutto l’anno. Ma per quanto riguarda la salute del personale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, non si limitano ad esserci rischi esclusivamente fisici.

Un altro ambito rilevante è quello dei rischi psico-sociali che la professione porta con sé. Le lavoratrici, infatti, sono esposte a un elevato numero di rischi psico-sociali che provocano la riduzione dell’energia, una fatica profonda e disturbi del sonno che colpiscono più della metà del campione. Vi è poi il problema della relazione con i genitori dei bambini. Le educatrici e le maestre sono maggiormente a contatto con i genitori o i responsabili dei bambini che, nel 52% dei casi per le maestre, porta ad aggressioni verbali ai danni delle lavoratrici. Nonostante questo, quasi l’85% delle lavoratrici del settore si dichiara soddisfatta o molto soddisfatta del proprio lavoro.

“Il lavoro negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia può essere molto complesso e gratificante al tempo stesso. Nonostante le difficili condizioni di lavoro, non stupisce che la maggior parte delle lavoratrici si ritenga soddisfatta di poter svolgere queste professioni (circa l’85%). D’altra parte, l’indagine ci restituisce una descrizione piuttosto critica delle condizioni di lavoro e di salute cui queste lavoratrici sono sottoposte. È dunque necessario, una volta comprese le criticità del settore, elaborare dei percorsi di tutela delle lavoratrici, sia livello individuale che collettivo che comprendano nuove assunzioni allo scopo, tra gli altri, di suddividere i carichi di lavoro oltre che per rispettare il rapporto numerico insegnante-bambino, prevedere percorsi di pensionamento specifici per la professione, contrastando la tendenza di tante amministrazioni a risparmiare sul costo del lavoro”, fanno sapere FP e INCA CGIL.

Fonte: FP CGIL