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Presentata un'indagine sull'impatto psicologico del lockdown nei minori svolta dall'Istituto Gaslini

Disturbi del sonno, attacchi d’ansia e aumento dell’irritabilità, sono i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto bambini e adolescenti durante l’isolamento a casa per l’emergenza coronavirus. Lo evidenzia l’indagine sull’impatto psicologico della pandemia nelle famiglie in Italia promossa dall’Irccs Giannina Gaslini di Genova.

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L'Istituto Gaslini ha svolto un'indagine per monitorare l’impatto della pandemia Covid19/Sars2 sullo stato psicologico di bambini e famiglie, con particolare attenzione alle famiglie con bambini portatori di malattia cronica. L’indagine si è svolta attraverso la compilazione di un questionario online creato per monitorare la situazione, valutare le problematiche, estrarre dati per avere un’idea di quanto potranno essere pesanti le possibili ripercussioni dal punto di vista comportamentale e psicologico, per dare un aiuto adesso e per essere preparati in seguito.

Il sondaggio è stato svolto a circa tre settimane di distanza dal “lockdown”, mediante piattaforma Google Form, in forma anonima. Il questionario ha riscosso subito interesse da parte della popolazione: in due settimane hanno aderito 6800 soggetti da tutta Italia, di cui 3251 hanno dichiarato figli a carico, il questionario ha avuto una copertura nazionale con adesioni in tutte le regioni Italiane, con una maggior partecipazione da parte delle regioni del nord e alta Toscana.

“Dall’analisi dei dati relativi alle famiglie con figli minori di 18 anni a carico (3251 questionari) emerge che nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18) sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione” spiega il professore Lino Nobili, direttore della Neuropsichiatra Infantile del Gaslini.

Per quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni i disturbi più frequenti sono stati l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia (inquietudine, ansia da separazione).

Nei bambini e adolescenti (età 6-18aa) i disturbi più frequenti riguardano la “componente somatica” (disturbi d’ansia e somatoformi come la sensazione di mancanza d’aria) e i disturbi del sonno (difficoltà di addormentamento, difficoltà di riveglio per iniziare le lezioni per via telematica a casa). In particolare, in questa popolazione si osserva una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al ”ritardo di fase” (adolescenti che vanno a letto molto più tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di “jet lag” domestico. In questa popolazione di più grandi è stata inoltre riscontrata una aumentata instabilità emotiva con irritabilità e cambiamenti del tono dell’umore.

Il livello di gravità dei comportamenti disfunzionali dei bambini/ragazzi correla in maniera statisticamente significativa con il grado di malessere circostanziale dei genitori. All’aumentare di sintomi o comportamenti suggestivi di stress conseguenti alla condizione “Covid” nei genitori (disturbi d’ansia, dell’umore, disturbi del sonno, consumo di farmaci ansiolitici e ipnotici), i dati mostrano un aumento dei disturbi comportamentali e della sfera emotiva nei bambini e negli adolescenti, indipendentemente dalla pregressa presenza di disturbi della sfera psichica nei genitori. D’altra parte i disturbi della sfera emozionale dei genitori conseguenti alla “condizione Covid” risultano essere significativamente accentuati nel caso di pregresse problematiche di natura psichica.

Inoltre il malessere psichico dei genitori legato alla “condizione Covid” è significativamente più frequente e intenso nella famiglie al cui interno sono presenti sia persone anziane che bambini.

“In conclusione questi dati preliminari sottolineano come la situazione di confinamento abbia determinato una condizione di stress notevolmente diffusa con ripercussioni significative a livello non solo della salute fisica, ma anche di quella emozionale-psichica dei genitori e dei bambini” conclude il professore Lino Nobili.