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Presentato il primo "Rapporto annuale sulle farmacie" realizzato da Cittadinanzattiva e Federfarma

Nel primo Rapporto annuale sulle farmacie realizzato da Cittadinanzattiva e Federfarma emerge che le farmacie rappresentano un fondamentale presidio nel territorio ma sono spesso dimenticate dai servizi territoriali.

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Presenti quasi ovunque e aperte quasi sempre, le farmacie in Italia giocano un ruolo di primo piano nel contribuire a far rispettare l’aderenza alle terapie e ben si prestano al quotidiano dialogo e ascolto, specie nei confronti di persone anziane e affette da patologie croniche, donne con minori o in dolce attesa. Ma quando si tratta di strutturare servizi in rete sul territorio vengono spesso “dimenticate”: questo il principale paradosso che vivono oggi in Italia le farmacie, imprescindibile presidio del Servizio Sanitario Nazionale per capillarità e prossimità, escluse o poco integrate sia nel servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI) territoriale, sia nella Medicina di Gruppo nel territorio per l’erogazione di servizi alla collettività.

Di fatto, stenta ancora a decollare il modello della Farmacia dei servizi, varato in Italia nel 2009. Per quanto riguarda le Aree Interne, solo nel 15% delle 72 Strategie di intervento per le Aree Interne (zone disagiate e lontane dai centri urbani) presenti oggi in Italia compare un esplicito riferimento alle farmacie. Tuttavia, le farmacie delle aree interne erogano un servizio comparabile a quello delle altre farmacie, nonostante le oggettive difficoltà operative. In generale, si assiste a una diffusa attenzione da parte delle farmacie al tema dell’aderenza alla terapia.

E’ questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dal Primo Rapporto annuale sulla farmacia elaborato su un quadro di 1275 farmacie che hanno partecipato all’indagine, di cui circa ¼ si trova nelle “aree interne”. L’indagine, realizzata da Cittadinanzattiva e Federfarma, con il sostegno non condizionato di Teva, presenta anche due focus tematici: uno sul ruolo nella presa in carico delle persone con patologie croniche, e il secondo sul ruolo della farmacia nelle Strategie delle Aree interne del Paese.

Nel 63% delle farmacie intervistate è presente il servizio CUP pubblico, la quasi totalità offre il servizio di prenotazione di prestazioni e esami, mentre ci sono percentuali più ridotte per quanto riguarda il pagamento del ticket e ricezione e consegna dei referti. Nell’85% dei casi il cittadino non paga nulla per il Servizio CUP in farmacia; nel 14% paga tra 1 e 2 euro; solo 1% dei casi paga di più (3-5 euro).

Sempre più frequentemente, inoltre, le farmacie erogano prestazioni analitiche di prima istanza, quali test ed esami diagnostici (78% dei casi), esami di secondo livello mediante dispositivi strumentali (64% dei casi), in misura ancora residuale servizi di telemedicina, eccezion fatta per la telecardiologia che è invece abbastanza diffusa.

Per test ed esami diagnostici effettuati in farmacia, troviamo facilmente la glicemia (96%), il colesterolo totale (92%), trigliceridi (83%), emoglobina glicata (50%). Con minor facilità è possibile trovare farmacie che effettuano altri tipi di test.