Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per il monitoraggio degli accessi.
Per saperne di più, conoscere i cookie utilizzati ed eventualmente disabilitarli, accedi alla pagina privacy.
Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti all’utilizzo dei cookie.

 > news in dettaglio

Presentato il rapporto annuale 2018 sul ritiro e trattamento dei RAEE

Il 15 aprile 2019 è stato presentato a Milano il "Rapporto Annuale 2018 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia", a cura del Centro di Coordinamento RAEE. Secondo l’11° Rapporto Annuale sul sistema di ritiro e trattamento dei RAEE il nostro Paese ha toccato quota 310.610 tonnellate, registrando una crescita di quasi il 5%.

Devolvi il tuo 5 x mille ad Associazione Ambiente e Lavoro Internazionale ONLUS
Con 310.610 tonnellate di RAEE raccolti complessivamente in tutta Italia dai sistemi collettivi si conferma anche per il 2018 il trend di crescita positivo avviato nel 2014 che si traduce in un incremento del 4,8%, in linea con la crescita del 2017. In forza di questo miglioramento, i quantitativi di rifiuti elettrici ed elettronici avviati a corretto smaltimento sono poco più di 14.300 tonnellate in più. Migliora di conseguenza la raccolta media pro capite che si attesta a 5,14 kg per abitante.
Incrementa anche la rete infrastrutturale attiva sul territorio nazionale che comprende 4.212 centri di raccolta, con un ulteriore miglioramento del servizio a disposizione dei cittadini e consumatori per il corretto conferimento dei RAEE.

La raccolta dei RAEE avviene in modo differenziato sulla base di cinque raggruppamenti, che corrispondono alle diverse esigenze di trattamento e riciclo dei materiali in essi contenuti. Nel 2018 quasi un terzo della raccolta assoluta - precisamente 102.000 tonnellate - è costituita dai grandi bianchi (R2), dato in crescita di oltre il 6% rispetto al 2017. In generale, tutti i raggruppamenti sono in crescita ad accezione di Tv e monitor (R3) in calo del 3,2%. In confronto all’immesso, la raccolta di questa tipologia di prodotti con quasi 60.000 tonnellate è comunque più che notevole, ma la prima volta è superata dalle quasi 63.000 tonnellate dei piccoli elettrodomestici e dall’information technology (R4), che registra un incremento del 13,5%. In crescita invece del 4,6% Freddo e clima (R1) che si attesa a poco più di 84.000 tonnellate.
Sempre in crescita anche la raccolta delle sorgenti luminose che sfiora le 2.000 tonnellate (+9%).

Il Rapporto Annuale 2018 evidenzia un andamento della raccolta positivo in quasi tutto il Paese, nonostante il perdurare di differenze, anche ampie tra le diverse aree territoriali. Seppur con trend di crescita differenti, Nord, Centro, e Sud rafforzano ulteriormente i quantitativi di raccolta complessiva rispetto al 2017, purtroppo il gap dell’area Sud e Isole con il resto d’Italia rimane evidente, a conferma del fatto che, benché in crescita, la raccolta in queste regioni dovrà essere potenziata a ritmi più sostenuti nel prossimo futuro. La stessa situazione si osserva nella raccolta pro capite, in crescita in quasi tutto il Paese.

Nella classifica delle Regioni, la Valle d’Aosta doppia la media nazionale nella raccolta pro capite, confermando così la leadership nazionale. Per valori assoluti, sul podio nazionale si conferma invece la Lombardia con 57.652 tonnellate di RAEE raccolti. Nel Centro Italia è la Toscana a confermarsi la regione più virtuosa sia per raccolta complessiva, con 26.679 tonnellate di RAEE raccolti, sia per media pro capite, pari a 7,14 kg/ab. A sua volta, nel Sud Italia la Campania conferma il primo posto nella raccolta assoluta con 17.220 tonnellate di RAEE, mentre la Sardegna è prima per raccolta pro capite, con 7,71 kg/ab. Le ultime tre posizioni per raccolta pro capite spettano rispettivamente a Sicilia (2,89 kg/ab), Puglia (2,89 kg/ab) e Campania (2,96 kg/ab), dati assolutamente al disotto della media nazionale e molto lontani dagli ambiziosi obiettivi imposti dall’Unione Europea.

Analizzando, da ultimo, la diffusione dei centri di raccolta, al primo posto c’è la Valle D’Aosta con 21 CdR, seguita dal Trentino con 20 strutture ogni 100.000 abitanti. Il dato peggiore spetta purtroppo ex equo a Sicilia e a Lazio con soli tre centri di raccolta ogni 100.000 abitanti.