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Presentato uno studio ANMIL sui rischi dei lavori domestici svolti dalle casalinghe

Lo studio “Faccende pericolose”, presentato il 5 febbraio 2019 da ANMIL, fornisce una valutazione dei cambiamenti che ha subito l’assicurazione casalinghe e offre un’analisi dei dati sugli infortuni al femminile, soprattutto quelli legati all’ambito domestico.

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Sono 7milioni 338mila le donne che si dichiarano casalinghe nel nostro Paese (dati ISTAT 2017), una collettività composta prevalentemente da persone di età media superiore a 60 anni (41% del totale). Un piccolo esercito di lavoratrici che svolge un mestiere difficile e a volte pericoloso, lo testimoniano i dati raccolti da ANMIL che ha condotto uno studio sulla categoria rivelando che ogni anno sono oltre 3 milioni gli incidenti domestici e le vittime principali sembrano essere proprio le donne che lavorano in casa. Risulta infatti che sono circa 600.000 le casalinghe coinvolte in un incidente domestico: l’8,2% del totale delle casalinghe presenti nel nostro Paese.

La cucina è l’ambiente della casa nel quale avviene il 63% degli incidenti. Le altre stanze della casa sembrano essere decisamente più “sicure”: in camera da letto dove si verifica il 10% degli incidente, in soggiorno il 9% e sulle scale l’8%. Un altro 8% degli incidenti delle casalinghe avviene in bagno, generalmente a seguito di caduta sulle superfici scivolose dei sanitari e del pavimento.

Quali sono le conseguenze di questi eventi? Principalmente lesioni come le fratture (36%), seguono, con il 18,5%, le ustioni, provocate in genere da pentole, fornelli, ferro da stiro, olio bollente o acqua/vapore bollente. Le ferite da taglio o punta causate da coltelli o altri oggetti taglienti presenti in casa, rappresentano il 15% degli incidenti occorsi alle casalinghe (circa 90.000 casi l’anno).

Dato l’alto numero di soggetti coinvolti negli infortuni domestici e tenendo conto anche della conseguenze piuttosto gravi che in alcuni casi questi possono lasciare, la Legge 493/1999, entrata in vigore l'1 marzo 2001, ha istituito l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico, meglio conosciuta come “assicurazione casalinghe”. È la prima legge in materia in Europa e rappresenta una grande conquista per le donne italiane in quanto finalmente viene riconosciuto al lavoro domestico un valore economico oltre che sociale.

Fino al 3 dicembre 2018, la polizza costava 12,91 euro l’anno e garantiva alle casalinghe (ma anche ai casalinghi) una rendita vitalizia di invalidità permanente per infortuni di grado superiore al 26%. L’importo della rendita oscillava da un minimo di 196,50 euro mensili per un’invalidità del 27%, ad un massimo di 1.364,50 euro per il 100%. In caso di infortunio mortale era prevista una rendita mensile pari a 682,20 euro per il coniuge e a 272,90 per ciascun orfano.

Sebbene la Legge abbia molti meriti e riconosca dignità e tutela al valore domestico, molte sono state negli anni le manifestazioni di insoddisfazione da parte dell’utenza che riteneva basso il limite di età fissato dalla legge a 65 anni, che escludeva in pratica i soggetti più fragili, ma soprattutto per la soglia di invalidità (27%) ritenuta troppo elevata.

Sotto la pressione di questi forti segnali ed anche a seguito delle reiterate richieste da parte di varie Associazioni (tra cui l’ANMIL), il sistema di tutela previsto dall’assicurazione casalinghe è stata migliorato dalla recentissima Legge di bilancio 2019 che ha innalzato il limite di età da 65 a 67 anni e abbassato il grado minimo dal 27 al 16%, prevedendo anche un piccolo indennizzo una tantum per gli infortuni tra 6 e il 15%.

Nonostante questi i miglioramenti alla normativa, che consentiranno ad una platea più ampia di donne di accedere alla tutela assicurativa offerta dall’INAIL e di ottenere, nel caso subiscano un evento infortunistico, prestazioni migliori e più efficaci, sarebbe estremamente importante poter estendere la tutela assicurativa per il lavoro domestico anche alle donne che siano già assicurate presso altre forme di tutela sociale obbligatoria.