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Rapporto BES 2019. Il benessere equo e sostenibile in Italia

E' giunto alla settima edizione, il Rapporto BES che offre un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano l'Italia, attraverso l’analisi di un ampio set di indicatori suddivisi in 12 domini.

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L’Istat presenta la settima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (BES). L’esperienza del BES si accompagna al crescente sviluppo, a livello europeo, di sistemi di misurazione e progetti dedicati all’approfondimento delle relazioni tra le politiche conomiche e gli obiettivi di benessere, equità e sostenibilità, ovvero all’analisi delle determinanti per il perseguimento di una crescita economica sostenibile e inclusiva.

Il Rapporto offre una lettura del benessere nelle sue diverse dimensioni, ponendo particolare attenzione agli aspetti territoriali. Gli indicatori del BES, in tutto 130, sono articolati in 12 domini: Salute; Istruzione e formazione; Lavoro e conciliazione dei tempi di vita; Benessere economico; Relazioni sociali; Politica e istituzioni; Sicurezza; Benessere soggettivo; Paesaggio e patrimonio culturale; Ambiente; Innovazione, ricerca e creatività; Qualità dei servizi.

In questa edizione del Rapporto si è rafforzato l’approccio analitico utilizzato per misurare l’evoluzione dei diversi domini del benessere, attraverso la valutazione complessiva delle variazioni registrate tra gli indicatori per ripartizione territoriale sia rispetto all’anno precedente sia rispetto al 2010.

L’analisi regionale è stata ulteriormente sviluppata, con l’introduzione, nei capitoli per dominio, di una nuova rappresentazione grafica che fornisce una visualizzazione dell’eterogeneità territoriale degli indicatori di benessere, misurata come variazione percentuale dell’indicatore regionale rispetto alla media nazionale.

All’interno dei singoli domini la lettura degli indicatori per regione, genere e classi di età è stata integrata, ove misurabile, con quella per livello d’istruzione, in modo da approfondire ulteriormente le differenze dei livelli di benessere tra gruppi di popolazione. La disaggregazione per titolo di studio riguarda 51 indicatori, e considera tre modalità: “basso” nel caso il titolo di studio più alto conseguito sia la licenza media, quella elementare o nessun titolo (Isced 0-2), “medio” nel caso sia stato conseguito il diploma di scuola secondaria superiore (Isced 3-4), “alto” se in possesso di laurea o altri titoli terziari (Isced 5-8).

Anche quest’anno vengono presentati due approfondimenti, con l’obiettivo di fornire un contributo alla lettura trasversale degli aspetti legati al benessere. Il primo propone un’analisi del benessere dei giovani che consente di identificare il gruppo di giovani più vulnerabili in quanto deprivati in più dimensioni del benessere. Il secondo esamina le determinanti del benessere soggettivo considerando anche l’impatto del reddito familiare disponibile equivalente sulla soddisfazione per la propria vita.

Infine, nelle schede regionali, le analisi territoriali sono stare realizzate considerando misure di performance basate sull’andamento degli indici compositi calcolati per ogni dominio. Per ciascuna regione è possibile confrontare l’andamento degli indici compositi dell’ultimo anno disponibile rispetto all’anno precedente e rispetto al 2010, utilizzando come benchmark i valori degli indici compositi della ripartizione di appartenenza e dell’Italia.

Fonte: ISTAT