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Relazione annuale INAIL 2019, i dati sull’andamento infortunistico e i risultati più rilevanti nella ricerca e nella prevenzione

Illustrata, il 14 luglio 2020 a Montecitorio, la Relazione annuale INAIL sull’andamento di infortuni e malattie professionali nel 2019, sul bilancio dell’Istituto e sui risultati più rilevanti ottenuti nell’ambito della ricerca, delle politiche in materia di prevenzione, cura e riabilitazione, e degli investimenti.

Dossier Ambiente n. 123
Bettoni, presidente dell’INAIL, ha aperto la sua relazione riepilogando le numerose iniziative promosse negli ultimi mesi per fronteggiare la pandemia da Covid-19, dalla piena tutela garantita ai lavoratori contagiati, già a partire dal periodo di quarantena, alle azioni volte ad assicurare livelli di protezione adeguati nella fase 2 dell’emergenza.

Per quanto riguarda il trend infortunistico, le denunce pervenute all’INAIL nel 2019 sono state poco meno di 645mila, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (-0,09%). Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 405mila, di cui circa il 18,6% avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè in occasione di lavoro “con mezzo di trasporto” e “in itinere”, nel percorso di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. La flessione rispetto all’anno precedente è molto più marcata per i casi mortali. I decessi denunciati nel 2019, infatti, sono 1.156 (-8,5%) e quelli accertati “sul lavoro” dall’Istituto 628 (-17,2%), di cui 362, pari al 57,6%, occorsi “fuori dell’azienda” (52 casi sono ancora in istruttoria).

I dati del 2019 confermano il progressivo incremento delle denunce di malattia professionale che ha caratterizzato l’ultimo decennio, in seguito alle campagne di sensibilizzazione sulla tutela assicurativa e agli interventi normativi che hanno ampliato l’elenco delle patologie che godono della presunzione legale di origine lavorativa. Le 61.201 malattie denunciate nel 2019 sono il 2,9% in più rispetto all’anno precedente e oltre il 40% in più rispetto al 2010. È stata riconosciuta la causa professionale al 36,7%, mentre il 2,7% dei casi è ancora in istruttoria. Le denunce riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 43.700, il 40,3% dei quali per causa professionale riconosciuta. I lavoratori con patologia asbesto-correlata sono stati poco più di 1.500, quelli deceduti nel 2019 con riconoscimento di malattia professionale 1.018 (il 24,6% in meno rispetto all’anno precedente), di cui 212 per silicosi/asbestosi.

Nel 2019 l’INAIL ha censito circa 3.769.000 posizioni assicurative territoriali, con un lieve aumento (+0,8%) rispetto al 2018. Al 31 dicembre erano in essere 692.198 rendite per inabilità permanente e ai superstiti (-2,37% rispetto al 2018). Le rendite per inabilità e ai superstiti di nuova costituzione sono complessivamente circa 17.400. Le prestazioni aggiuntive alla rendita a carico del Fondo vittime dell’amianto hanno comportato una spesa di circa 49 milioni di euro. La prestazione una tantum a favore dei malati di mesotelioma di origine non professionale è stata pari a circa 2,2 milioni di euro. Per il 2020 l’importo di quest’ultima prestazione è stato elevato da 5.600 a 10mila euro. Chi ne ha già beneficiato nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019, inoltre, può richiedere l’integrazione di 4.400 euro.

A gennaio di quest’anno, per effetto della legge n. 128 del 2 novembre 2019, la copertura assicurativa INAIL è stata estesa ai rider, i ciclofattorini delle imprese di “delivery” addetti alle consegne a domicilio, che ora possono fruire delle prestazioni previste in caso di infortunio sul lavoro, anche di lieve entità, o di malattia professionale. Per il presidente dell’Istituto, “è doveroso sottolineare il valore di questo intervento, che vede l’Italia come primo Paese in Europa a procedere in tale direzione, confermata, purtroppo, dalla pandemia che ha acceso di nuovo i riflettori su questa categoria di lavoratori, particolarmente esposti al rischio di contagio perché costretti a incontrare quotidianamente un gran numero di persone e, in alcuni casi, sprovvisti dei necessari dispositivi di protezione individuale”.

Fonte: INAIL