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Rischio CEM da apparecchiature a radiofrequenza ad uso estetico

Disponibile sul Portale Agenti Fisici il documento "Valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici emessi dalle apparecchiature a radiofrequenza per uso estetico" elaborato dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Sud Est.

Dossier 114
E’ disponibile sul portale PAF (Portale Agenti Fisici) nella sezione CEM/DOCUMENTAZIONE il documento elaborato dal Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Sud Est dal titolo: "Valutazione del rischio da esposizione a campi elettromagnetici emessi dalle apparecchiature a radiofrequenza per uso estetico" degli autori: Iole Pinto, Andrea Bogi, Francesco Picciolo, Nicola Stacchini.

INTRODUZIONE

Le attrezzature utilizzate in ambito estetico sono state soggette negli anni a continue innovazioni ed aggiornamenti, sulla spinta dell’aspirazione che le persone hanno da sempre manifestato di poter migliorare il proprio aspetto secondo i canoni estetici in voga. Con l’evoluzione tecnologica delle apparecchiature ad uso medico, sono state introdotte una serie di apparecchiature che, con modifiche minime, possono essere utilizzate anche per scopi estetici.
Una delle più recenti apparse nel settore è quella per il trattamento di calore tramite l’emissione di onde elettromagnetiche a radiofrequenza. Le attrezzature di competenza dell’estetista, che possono pertanto essere utilizzate presso centri estetici non avvalendosi di personale sanitario, sono normate dal D.M. 15 ottobre 2016 n. 206. Il decreto contiene, per ogni tipologia di apparato utilizzabile dall’estetista, una scheda tecnica all’interno della quale sono specificate le caratteristiche tecniche e funzionali, le modalità di utilizzo e le controindicazioni della stessa. I trattamenti con radiofrequenza sono descritti nella scheda tecnica 13b, che fornisce indicazioni specifiche inerenti la tutela del soggetto sottoposto al trattamento. Tali apparecchiature possono rappresentare sorgenti di campi elettromagnetici rilevanti da un punto di vista protezionistico per gli operatori e per i frequentatori del centro estetico, anche se non sottoposti al trattamento specifico. Il rischio derivante dall’esposizione ai CEM emessi da tali apparati deve pertanto essere opportunamente preso in esame.

Fonte: PAF