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SNPA, la situazione dell’ozono nell'estate 2020

Nei mesi di giugno e luglio 2020 solamente in Lombardia è stata superata la soglia di allarme di 240 µg/m3 come massima media oraria (livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione anche di breve durata) oltre la quale scattano le misure previste dai piani d’azione comunali. Ed anche per la regione lombarda il superamento ha interessato solamente due stazioni.

Dossier Ambiente n. 123
Come abbiamo già evidenziato dettagliatamente in un altro articolo, un elemento determinante che incide sulle concentrazioni di ozono rilevate, è la presenza o meno di elevate temperatura.

Questo fatto è facilmente riscontrabile nei dati che sono stati raccolti per quanto riguarda questo inquinante nei mesi di giugno e luglio 2020.

Infatti in questi due mesi, solamente in Lombardia, è stata superata la soglia di allarme di 240 µg/m3 come massima media oraria (livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione anche di breve durata) oltre la quale scattano le misure previste dai piani d’azione comunali. Ed anche per la regione lombarda il superamento ha interessato solamente due stazioni.

Solamente 14, nel mese di giugno, anche le situazioni nelle quali, invece, è stata superata soglia di informazione della popolazione di 180 µg/m3 come massima media oraria. Oltre tale livello vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione anche di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili, quali anziani e bambini, che devono essere tempestivamente informati affinché evitino di stare all’aperto, almeno nelle ore più calde della giornata.

Infatti, la soglia di informazione è stata superata in giugno solamente in quattro regioni, Lombardia (6 stazioni), Campania (4 stazioni), Piemonte (3 stazioni), Emilia-Romagna (1 stazioni).

A conferma di un quadro “tranquillo” per il mese di giugno, il valore massimo (massima media oraria) registrato è stato di 192 µg/m3 in Piemonte e Campania, seguito da 191 in Lombardia, e 190 in Emilia-Romagna.

Un po’ diversa la situazione in luglio, specialmente nell’ultima parte del mese, quando le temperature hanno iniziato ad aumentare e, regolarmente, si sono registrati livelli maggiori di ozono. I superamenti del livello di informazione sono stati registrati complessivamente in 72 stazioni in diverse regioni: Lombardia (31 stazioni su 46), Veneto (13 su 24), Emilia-Romagna (11 su 34), Campania (su 35), Trento (4 su 6). Negli altri casi i superamenti sono stati ancora più sporadici.

Un quadro più “caldo” per il mese di luglio, è confermato anche dai valori massimi registrati, che hanno raggiunto i 256 µg/m3 in Lombardia, 217 in Veneto, 216 nel Lazio, 212 a Trento, 211 in Campania e 210 in Emilia-Romagna.

Naturalmente un bilancio definitivo della stagione 2020 per quanto riguarda questo inquinante sarà possibile trarlo dopo che saranno disponibili i dati dei mesi di agosto e settembre, ma sin d’ora possiamo azzardare l’ipotesi che avremo dati più contenuti rispetto a quelli registrati nel corso del 2019, proprio a causa della stagione complessivamente più mite (almeno nella prima parte dell’estate).

Fonte: SNPA