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Un nuovo progetto EU studia gli effetti dei cambiamenti climatici sulle coste del Mare Adriatico

Il progetto europeo "ChangeWeCare" ha come osservatorio principale le aree costiere di Italia e Croazia per analizzare gli impatti del cambiamento climatico sul Mare Adriatico. ISPRA coordinerà le attività relative allo studio e all’elaborazione di scenari di evoluzione degli ecosistemi costieri e acquatici di transizione al fine di identificare le strategie di monitoraggio e adattamento più efficaci.

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Quali saranno gli impatti del cambiamento climatico sulle coste dell’Adriatico? Ad affrontare la sfida il nuovo progetto europeo “ChangeWeCare” che ha come osservatorio principale le aree costiere di Italia e Croazia.

Presso la sede del CNR-ISMAR di Venezia si è svolto l’incontro di lancio del progetto ChangeWeCare (Climate cHallengess on coAstal and traNsitional chanGing arEas: WEaving a Cross-Adriatic Response), finanziato dal programma comunitario di cooperazione transnazionale INTERREG Italia–Croazia.

Alla riunione di avvio delle attività hanno preso parte tutti i partner coinvolti in rappresentanza dei sei enti italiani e dei cinque croati. Il progetto, che ha una durata di 30 mesi, si pone l’obiettivo di implementare la conoscenza e il monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici sugli ambienti di transizione e costieri dell’area Adriatica, al fine di pianificare le necessarie misure di mitigazione e adattamento.

L’ISPRA, che coordina un workpackage ed alcuni tasks, sarà impegnata prevalentemente nelle azioni relative agli aspetti ecologici e alla loro evoluzione in seguito ai cambiamenti climatici in atto e previsti in futuro. L’Istituto coordinerà in particolare le attività relative allo studio e all’elaborazione di scenari di evoluzione degli ecosistemi costieri e acquatici di transizione, al fine di identificare le strategie di monitoraggio e adattamento più efficaci (perché condivise anche con tutti gli stakeholders dell’area di cooperazione territoriale).

Nel corso dell’evento, sono state presentate in dettaglio le azioni che si intendono condurre per sviluppare piani di gestione e adattamento nei cinque siti pilota individuati dal progetto, ovvero, per la parte italiana, il Delta del Po e il Banco di Mula di Muggia di Grado; per la componente territoriale croata le foci dei fiumi Neretva e Jadro e il parco naturale di Vransko Jezero.

Le attività progettuali saranno condotte in stretta collaborazione con le amministrazioni locali e altri attori interessati, al fine di contribuire in maniera efficace al piano di azione EUSAIR lanciato dall’Unione europea per la macroregione Adriatica e Ionica, strategia che promuove l’economia marittima, la protezione dell’ambiente marino, la promozione del turismo sostenibile e il completamento dei collegamenti nel settore dei trasporti e dell’energia nello spazio europeo che si affaccia su questi due mari.

Fonte: SNPA