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Una nota per la revisione dell’organizzazione della prevenzione in Regione Lombardia redatta dal gruppo di lavoro intersocietario delle Società della prevenzione lombarde

Indirizzata al Presidente della Giunta Regionale, all'Assessore Welfare, al Presidente Commissione Regionale III e al Direttore Generale Welfare della Regione Lombardia una nota con la richiesta di revisione dell’organizzazione della prevenzione in Regione Lombardia redatta da ASNAS, Società Italiana di Igiene - Sezione Lombardia, SNOP e UNPISI.

Dossier Ambiente n. 123
Nota per la revisione dell’organizzazione della Prevenzione in Regione Lombardia redatta dal gruppo di lavoro intersocietario delle Società della prevenzione lombarde

L’epidemia di COVID 19 ha fatto emergere grandi criticità del servizio sanitario e sociosanitario lombardo per quanto riguarda la medicina di territorio e la prevenzione. Proprio su questi aspetti, della prevenzione e delle cure primarie, come Gruppo Intersocietario, abbiamo in passato elaborato e presentato analisi e documenti, intervenendo in diverse occasioni alle audizioni della Commissione III del Consiglio Regionale anche con proposte concrete.
Si è avvertita la carenza di coordinamento regionale per le attività di sanità pubblica e di tutela della salute collettiva, specie nella prima fase dell’epidemia, che ha determinato stress e criticità nel sistema.
Il nuovo modello del servizio sociosanitario Lombardo, di separazione, tra l’altro, tra Agenzie di Tutela per la Salute (ATS) e Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST), non ha certamente favorito una risposta rapida ed efficace alla pandemia che ha colpito, in modo particolarmente duro, il nostro territorio. La separazione, sancita con la Legge Regionale n. 23 del 2015 è sperimentale e soggetta a valutazione entro il prossimo agosto che è, quindi, utile occasione per una sua incisiva revisione. Proprio questo modello ha portato, infatti, a marginalizzare la medicina territoriale sia nelle funzioni di Igiene, Prevenzione e Sanità Pubblica, rimaste tra le competenze di ATS, ma in parte delegate alle ASST, sia in quelle di assistenza primaria, rappresentate dal complesso sistema dei Medici di Medicina Generale (MMG), Pediatri di Libera Scelta (PLS) e Medici di Continuità Assistenziale, le cui funzioni sono anch’esse ripartite, in modo non sempre chiaro, tra ATS e ASST.
Il territorio, in questi anni, ha sofferto le sottovalutazioni da parte del programmatore e di decisori e gestori sanitari locali, nonostante la stessa normativa regionale (art. 57 LR 33/2009, aggiornata anche dalla LR 6/2017) preveda che siano i Dipartimenti di Igiene e Prevenzione Sanitaria ad assicurare, in coerenza con i LEA e con il PRP, le funzioni di prevenzione sanitaria, compresi la governance e l’orientamento dell’offerta di prestazioni di prevenzione erogate dalle ASST.
È indispensabile che il prossimo Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) non preveda il blocco dei costi del personale ai sensi della legge 135/2012 e che, quindi, sia garantito il reintegro del personale sanitario presente nel 2010 (con un particolare investimento nelle figure dell’assistente sanitario e dell’infermiere) ed infine la stabilizzazione del personale sanitario assunto nella fase emergenziale previa verifica delle performance dimostrate.

Punti strategici
(...)

ASNAS – Associazione Nazionale Assistenti Sanitari
Società Italiana di Igiene - Sezione Lombardia
SNOP – Società Nazionale Operatori della Prevenzione
UNPISI – Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario Italiano

Fonte: SNOP