L’impronta femminile nel campo della protezione dalle radiazioni: l’opinione delle donne che hanno contribuito alla crescita della radioprotezione in Italia

Questionario sul contributo femminile
alla radioprotezione in Italia

Gentile collega,

nell’ambito delle manifestazioni organizzate dalla Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, le associazioni di radioprotezione AIRM, AIRP, ANPEQ che aderiscono alla Consulta, a partire da febbraio 2011, hanno sviluppato un’iniziativa atta a raccogliere la “memoria storica” sul contributo femminile all’evoluzione della radioprotezione in Italia.

Chiediamo la tua collaborazione nella raccolta delle informazioni che abbiamo inserito in un questionario che comprende, oltre a domande specifiche, anche alcune domande di carattere più generale correlate al mondo del lavoro visto in un’ottica femminile dal punto di vista delle donne dirigenti, consulenti, “manager" della radioprotezione riguardo ai problemi dello stress da lavoro e alle differenze di genere. L’idea è quella di rielaborare in un’unica relazione i risultati del questionario, che saranno trattati in forma anonima: le informazioni fornite non potranno essere in alcun modo messe in relazione con i dati identificativi della persona che le ha fornite anche se il questionario verrà restituito via e-mail. L’elenco delle autrici dei contributi verrà inserito all’interno di un documento che stiamo elaborando sulla storia della radioprotezione in Italia.

Se ti fa piacere collaborare, ti chiediamo la cortesia di rinviarci per e-mail o per posta tradizionale le tue risposte appena possibile e comunque entro il 30.06.2012.

Ti ringraziamo della collaborazione e ti inviamo i nostri cordiali saluti.

Luisa Biazzi - luisa.biazzi@unipv.it
Marie Claire Cantone - marie.claire.cantone@fisica.unimi.it
Franco Ottenga - ottengafranco@gmail.com

Per ogni eventuale dubbio o richiesta di chiarimento, t'invitiamo a contattarci via e-mail ovvero ai numeri telefonici delle associazioni proponenti: per ANPEQ  tel.051.23.97.13;   per AIRP  tel. 02.50317212;   per AIRM  tel. 06.94032234.

Compilare tutti i campi contrassegnati dall'asterisco *
 

DATI DELLA COMPILATRICE DEL QUESTIONARIO:
 
Anno di nascita *
Anno inizio lavoro
nel campo della radioprotezione
*
Città o regione di lavoro *
Esperto qualificato
e grado di abilitazione
* Grado
Fisico medico *
Medico autorizzato *
Medico competente *
Medico radiologo radioprotezionista *
Socio   Altro (specificare):
   

Radioprotezione al femminile

   

1

Scelta professionale: perchè sei arrivata a interessarti di radioprotezione?
Altro:

 

 

 

2

Il tuo mentore è stato uomo o donna?

 

 

 

3

Quanto questi/questa ti ha stimolato e incoraggiato a proseguire in questo campo?

 

 

 

4

Agli inizi della tua attività hai avuto problemi a essere accettata come donna nel settore?

 

 

 

5

Come valuti il tuo contributo di donna nella disciplina “radioprotezione” nel tuo ambito di lavoro (es. rispetto ad un uomo al tuo posto….)?

 

 

 

6

Come vedi le prospettive delle donne nella radioprotezione?

 

 

 

7

Se hai svolto o svolgi attività di Esperto Qualificato/Fisico medico/Medico autorizzato, ritieni che il lavoratore (uomo o donna) abbia un uguale atteggiamento verso una donna, che sia Esperto Qualificato/Fisico medico/Medico autorizzato, rispetto a un uomo?

 

 

 

8

Consiglieresti questa attività ad un’altra donna (figlia, amica)?

 

 

 

9

Ritieni che il periodo di gravidanza possa creare difficoltà aggiuntive sul lavoro in radioprotezione?


Un breve commento sulla base della tua esperienza
:

 

 

 

10

Puoi indicare le figure femminili che negli ultimi 50 anni hanno maggiormente contribuito alle prevenzione in Radioprotezione?

 

   
   

Differenze di genere uomo-donna correlate al lavoro
 

11

Ritieni che il lavoro per una donna sia ancor oggi fondante per la costruzione del ruolo nella famiglia e nella società (ossia per la propria emancipazione sociale)?
Altro:

 

 

 

12

Il bello attira (es. nell’arte). La bellezza estetica femminile è un dono. In un mondo prevalentemente maschile aiuta o crea difficoltà (“bella e oca” è un luogo comune)?
Altro:
 

 

 

13

E’ noto che la sensibilità femminile può aiutare a mediare. Ciò è emerso anche dalla tua esperienza?
Altro:

 

 

 

14

Per essere accettata sul lavoro hai mai dovuto mascherare la tua femminilità e “travestirti” da uomo?

 

 

 

15

Per essere accettata sul lavoro hai mai dovuto lavorare più dei colleghi al fine di essere stimata al pari di un collega uomo?

 

 

 

16

Viceversa ritieni che a una donna basti investire in preparazione per valorizzare le proprie capacità e questo sia sufficiente per ottenere la stima dei colleghi?

 

   
17

Il mondo del lavoro è più sofferto e difficile per una donna che voglia raggiungere livelli professionali medio-alti (“donna manager”) e richiede più sacrifici rispetto a un uomo. A una donna che lavora sono tradizionalmente richiesti maggiori compiti: oltre all’impegno professionale, la cura dei figli, l’accudimento dei parenti anziani, l’economia e la gestione della casa, l’attenzione al partner, la solidarietà sociale. Questo, in associazione a tempo e risorse personali limitate, può contribuire a creare un accumulo di stress riguardo alla capacità di conciliare lavoro, vita familiare e benessere personale con possibili ripercussioni anche a livello della propria autostima. Conciliare impegno professionale, vita familiare e qualità della vita è spesso un problema che crea stress (soprattutto in relazione alla maternità ma non solo), indipendentemente dai mezzi economici, ossia anche quando una donna è in grado di organizzarsi economicamente in modo autonomo. Da una ricerca (°) risulta che circa l’86% dei dirigenti maschi ha figli mentre per le donne manager la percentuale scende al 43% in quanto le donne si sentono “obbligate” a sacrificare la maternità per la carriera. Inoltre il 90% dei manager maschi è coniugato o convivente mentre per le donne solo il 73% e il 75% delle donne ha difficoltà concrete e quotidiane a conciliare casa e lavoro.

Qual'è il tuo parere in merito?


 

   
18

Secondo le caratteristiche individuali eventuali, sintomi(*) di tipo fisiologico, psicologico e comportamentale rimangono confinati all’ambiente di lavoro o “si estendono” alla vita privata e familiare?

Qual'è il tuo parere in merito?



 

   
19

Da una recente ricerca (*) risulta che il 31,8% delle donne intervistate trascura le relazioni con le persone care e il 14,5% non intrattiene rapporti sociali al di fuori dell’orario di lavoro. Inoltre circa la metà (il 48%) delle donne non riesce a rilassarsi neanche dopo il lavoro e il 44,3% subisce disturbi del sonno. Dalla stessa ricerca emerge anche per il 29,1% l’apatia nel fare esercizio fisico e il ricorso a un’alimentazione sbilanciata (35,7%) o all’alcol (14,5%). Il 42,7% si dichiara ormai rassegnato a convivere con questo stato e a gestirlo senza il bisogno di un “aiuto esterno”.

Ti ritrovi in queste statistiche?
Altro:
 

   
20

Pensi di poter suggerire proposte per una soluzione di interesse per la maggior parte di noi donne?

Altro:
 

   
21

Quali strategie hai adottato per un’ottimale distribuzione e gestione dell’impegno professionale e della vita familiare (es. orari flessibili, telelavoro anche parziale - ma escluso il part-time, priorità nel privato e nel lavoro, comportamenti atti a bilanciare i due ambiti)?


 

 

(°) Indagine Federmanager “Donne e manager: binomio possibile se si sacrificano figli e affettività” condotta su 1200 dirigenti donne e presentata a Roma nel dicembre 2005.

(*) Indagine di Assidai (Fondo di assistenza sanitaria dedicato ai manager e ai professionisti) in collaborazione con SDA Bocconi per studiare i bisogni legati alla sfera del benessere delle donne dirigenti, manager e consulenti che, conducendo una vita lavorativa intensa, sentono una maggiore esigenza di preservare la propria salute e la qualità della vita personale e familiare (presentata maggio 2011)

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